Rassegna Stampa

Garcia: «Voglio essere il primo allenatore del nuovo stadio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-03-2014 - Ore 09:41

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Garcia: «Voglio essere il primo allenatore del nuovo stadio»

La Roma andrà in Champions, e lo farà senza passare per i preliminari. Francesco Totti al Mondiale sarebbe una cosa bella per tutti. Il Capitano e Destro possono giocare insieme e potrebbero farlo ancora in futuro, ma sarà questione di equilibri (anche quelli avversari). Nella sala stampa di Rudi Garcia si parla molto poco dell’anticipo di questa sera in casa del Chievo e molto invece di futuro, che si tratti di Champions League o di stadio («spero di essere l’allenatore che lo inaugurerà»). Accanto al tecnico c’è un’interprete che traduce simultaneamente domande e risposte nella lingua dei segni ed è la prima volta in Italia che una squadra di calcio si rende protagonista di un’iniziativa del genere. Il resto è conferenza stampa.

La sfida contro il Chievo era stata all’andata la partita che aveva caratterizzato le 10 vittorie di fila. Le chiedo se questa eliminazione dall’Europa League del Napoli che adesso si butterà tuuto sul campionato magari potrà essere un’insidia in più. C’è sempre un lato positivo e uno negativo. Se dovesse succedere questa cosa alla mia squadra, la cosa negativa sarebbe perdere, essere eliminati. È una cosa negativa non passare il turno quando ce n’è la possibilità, soprattutto quando la gara di ritorno è in casa. Io direi ai miei giocatori che il lato positivo sarebbe avere meno partite. Questo potrei dire se succedesse, ma non succederà.

Su Franceco Totti. C’è stata questa sua apertura nei confronti della Nazionale, questo suo desiderio di poter disputare il suo ultimo Mondiale. Le piace l’idea di Totti al Mondiale o preferirebbe che si riposasse un po’ per la Champions il prossimo anno? La risposta è semplice. Mi piacerebbe tanto per il Capitano se andasse in Brasile, è bello per lui e per la Roma. Ora conta solo che giochi bene come contro l’Udinese, che stia bene sul piano fisico e dopo la scelta spetta a Prandelli. Sarà lui che deciderà se portarlo o no in Brasile.

In questa Roma che si sta ridefinendo, senza Strootman e De Rossi come si colloca Ljajic? Non c’è un caso Ljajic, tutti i giocatori sono importanti. Adem ha già mostrato che può essere decisivo. È quello che mi aspetto dai miei giocatori. Ci sono delle scelte da fare davanti e anche a centrocampo, ma quello che conta è che in questo momento tutti devono sentirsi importanti e ne sono convinto. È più facile dire questa cosa alla vigilia di due settimane con 5 gare nelle quali avremo bisogno di tutti.

Nel suo libro lei parla di un preliminare di Champions League con il Lille, alla fine del quale la squadra si sentì quasi come avesse finito la stagione. Se non arriva il secondo posto, i preliminari potrebbero condizionare la stagione della Roma così come accadde al Lille? Non succederà perché andremo direttamente in Champions, ma se dovesse succedere per me sarebbe un vantaggio aver già affrontato questa situazione.

Gervinho da novembre ha giocato tutte le partite ed è stato sostituito solo due volte. Questo può aver penalizzato gli altri compagni,mi riferisco soprattutto a Liajic che ha giocato meno? Quello che conta sono i risultati e le statistiche e vedere se il giocatore è decisivo o no. Per un attaccante essere decisivo vuol dire fare gol o assist o anche solo partecipare alle azioni vincenti. Su questo piano posso solo dire che ho la fortuna di avere più giocatori con lo stesso profilo. Bisogna fare anche attenzione ai casi fisici dei giocatori, ma questo si analizza giorno dopo giorno, gara dopo gara. Io penso solo a vincere a Verona contro il Chievo. Dopo penseremo al Torino.

Qual è l’attuale condizione fisica di Francesco Totti e come andrà gestito in queste gare? Avete visto tutti che il Capitano è tornato ed è tornato in grande forma fisica e mentale, ha sempre piacere a giocare con i compagni, a giocare a calcio: dopo valuteremo con lui la situazione. Non è una novità se dico che non potrà giocare 90 minuti per 5 gare in soli 15 giorni. Prima bisogna giocare bene e vincere a Verona.

La Roma ha avviato la costruzione dello stadio. Pensa di poter essere lei l’allenatore che farà debuttare la Roma nella nuova casa? Lo spero, ma non dipende mai solo dall’allenatore. Io sono uno che ha la valigia sempre pronta perché può succedere di tutto nel calcio. Spero di restare qui a lungo perché qui sto benissimo, ma vedremo. A Lilla sono stato il primo allenatore del nuovo stadio, quindi vedremo se succederà anche qui. 

Florenzi da lei non è mai stato impiegato a centrocampo. Lo vedremo mai in quella posizione in futuro? Sì, sì. È un giocatore che può giocare a centrocampo. È stata una decisione mia nell’ultima gara tenerlo fresco sul piano fisico per un suo possibile impiego a centrocampo. Saremo ancora senza Daniele e dobbiamo trovare soluzioni. Però anche Luca Mazzitelli sta crescendo molto e penso che sia pronto anche a entrare in qualsiasi gara e aiutare la squadra.

La prossima stagione è molto probabile che la Roma giochi la Champions League. Servono grandi nomi, secondo lei Balotelli è da Roma e a lei piacerebbe allenarlo? Io ho risposto sul mercato e non è questo il momento. Ci sono ancora 11 partite e tutti in squadra devono rimanere concentrati. Non sento il bisogno parlare di mercato. Quello che posso dire è che ci sono tanti buoni giocatori fuori, ma ce ne sono tanti anche nella Roma.

Sembra finita l’emergenza difensiva. Dopo questo periodo Romagnoli è diventato un terzino o rimane un’alternativa a Castan e Benatia? Alessio è un centrale ma è anche polivalente, con una maturità per la sua età importante. È entrato in squadra molto bene in un posto dove deve ancora imparare. Quando gioca come terzino siamo più forti sul piano difensivo, ma meno su quello offensivo. Il suo profilo non è attaccare ma con lui guadagniamo anche un giocatore forte di testa.

Totti e Destro hanno giocato poco insieme. Ultimamente invece stnno dimostrando di aver trovato il giusto equilibrio. Può essere la soluzione giusta? Nell’ultima gara ha funzionato bene. Dipende da quello che voglio in campo come qualità ed equilibrio e dalla forza e debolezza dell’avversario. Con loro in campo si può segnare in ogni momento e Francesco fa anche molti assist. Il problema è che con loro due in campo contemporaneamente, in panchina non abbiamo nessuno come centrale d’attacco. Se abbiamo bisogno di un gol nel finale di una partita e sono già tutti e due stanchi, può essere un problema.

Fonte: Il Romanista

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