Rassegna Stampa

Garcia vola basso: “Vogliamo l’Europa E provare lo sprint…”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-09-2013 - Ore 09:45

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Garcia vola basso: “Vogliamo l’Europa E provare lo sprint…”

Dopo 18 minuti, mentre il suo «pupillo» Gervinho stava ancora festeggiando il primo gol all’Olimpico, Rudi Garcia ha chiamato a sé Leandro Castan e, mentre lo abbracciava, gli ha urlato qualcosa nell’orecchio. Forse è proprio per questo, e per la sua «normalità», che il francese è entrato in così poco tempo nel cuore dei tifosi. Perché monsieur Garcia non pensa mai a quello che è successo ma sempre a quello che succederà, e il non volersi accontentare neanche dei primi gol stagionali nel primo tempo a un Bologna inesistente è l’unico modo per cancellare due stagioni disgraziate. E per proseguire una serie magica. «Nel calcio non esiste una squadra perfetta, e noi dobbiamo sempre migliorare – dice Garcia –. Ma ai miei giocatori va dato il merito di giocare con entusiasmo, gioia e semplicità. Abbiamo tanti talenti e anche stavolta si è visto». 

SIMBOLO  Uno degli emblemi della Roma targata Garcia è Daniele De Rossi. Padrone del centrocampo come non si vedeva da anni, a protezione di una difesa che in 6 partite ha subito un solo gol. Tra De Rossi e Garcia è stato amore a prima vista, un amore che ha influito sulla scelta del centrocampista di restare a Roma: «Per giocare così devo anche essere aiutato, e non potevo avere aiutanti migliori, tra cui il mister. Ed è più facile che la squadra prima in classifica sia quella con la miglior difesa e non quella con il miglior attacco, noi lo sappiamo bene». Frase, questa, che sa tanto di stoccata a Zeman. Poi, uno sguardo agli obiettivi che non cambiano: «Prima, dopo una serie positiva, ce la facevamo sotto, anche in gare facili; questo, invece, è un grande segnale. Ma prima di tutto dobbiamo tornare in Europa, e ci torneremo» . 

ECCO MAZZARRI La pensa così pure Garcia, con una piccola differenza rispetto alle dichiarazioni estive, limitate al «tornare in Europa»: «Vogliamo tornarci, sì, ma anche provare a fare lo sprint finale con le squadre favorite, come Napoli e Juventus. Chi è più forte? Lo vedremo quando ci giocheremo contro. Ora sono a due punti, e due punti non sono niente». Anche perché c’è chi dice che la Roma abbia avuto un calendario favorevole: lo stesso Garcia, prima di Samp-Roma, aveva parlato di «vittorie contro squadre non di alta classifica». L’esame vero, allora, ha giorno, orario e luogo: sabato, 20.45, San Siro, l’Inter. Presidente della commissione, Mazzarri, uno che si sarebbe potuto sedere sulla panchina che ora è di Garcia, con la Roma tutta che sta benedicendo il giorno del rifiuto suo e di Allegri: «Avremo una settimana per recuperare, ma la squadra sta bene anche dopo 3 gare in 8 giorni: quando si vince, poi, si recupera prima», dice Rudi . 

CASO ROMA-NAPOLI  Ieri, all’Olimpico, c’erano quasi 40 mila tifosi, ma non è detto che riabbraccino la Roma tra 19 giorni in occasione della sfida al Napoli. «La regolarità del campionato va preservata – aveva detto il d.g. romanista Mauro Baldissoni prima della partita –. Se il Prefetto deciderà di non far giocare la partita in quella data si valuteranno le diverse opzioni, che per noi non sono ottimali. Non è piacevole giocare tre trasferte (nel caso si decida per invertire i campi, ndr), così come anticipare al venerdì con i giocatori che rientrano dalle nazionali. Spostare la manifestazione dei No Tav? Sarebbe meglio». E Garcia: «Non sono d’accordo con l’inversione, non è possibile giocare tre partite di fila fuori casa. Io voglio giocare, ma a Roma» .

Fonte: (Gazzetta dello Sport – M.Calabresi)

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