Rassegna Stampa

Gasp, che Atalanta! Salah spreca, poi la Roma è ribaltata

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-11-2016 - Ore 07:51

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Gasp, che Atalanta! Salah spreca, poi la Roma è ribaltata

LA GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Questa Atalanta è mostruosa, è uno spettacolo di calcio totale, è la cosa migliore del campionato. La teoria di Spalletti – secondo cui la Roma, diversamente dalla Juve, non sa vincere se gioca male – andrà aggiornata tra un paio di settimane: quando toccherà proprio ai bianconeri, non bellissimi di questi tempi, sfidare la fantastica brigata Gasperini. Un esame di maturità definitivo per rispondere alla domanda inevitabile: dove può arrivare l’Atalanta? Continuando così, lontano, lontanissimo. Dopo Napoli e Inter, infatti, un’altra presunta grande finisce strapazzata nel frullatore tattico e agonistico di Gasp: la Roma è umiliata oltre il 2-1 finale, ribaltata in un secondo tempo indimenticabile dai gol di Caldara e Kessie, dalla classe di Gomez, dalla splendida «arroganza» giovanile di Gagliardini e D’Alessandro. Una dimostrazione di superiorità quasi irridente. Quarto posto (pur se in coabitazione con la Lazio) da non crederci per com’era cominciata la stagione. Quinto successo di fila, il settimo nelle ultime 8 giornate, e 22 punti su 24. Nessuno come l’Atalanta oggi, neanche la Juve.

NAINGGOLAN-SALAH - E pensare che la Roma poteva chiudere in anticipo e mantenere le distanze dai bianconeri, volati ora a +7. Poteva, perché il valore tecnico è superiore. E perché Gasperini, nella sua febbrile ricerca di una sorpresa tattica, commette un errore. Senza gli esterni di ruolo – Conti e Dramé – l’Atalanta schiera infatti un 3-4-3 mobilissimo ma nel quale i pezzi non sono tutti al posto giusto: in particolare Gomez, spostato chissà perché a destra, non rende come a sinistra, dove invece staziona lo spento Kurtic. Gagliardini è uno spettacolo, Caldara chiude tutto, ma non basta: la catena sinistra resta scoperta. E qui la Roma colpisce. Kurtic non filtra mai e, alle sue spalle, Zukanovic (esterno) e Masiello (centrale arretrato) sono allegramente superati da Nainggolan, imprevedibile «1» tra le linee del 3-4-1-2. Il belga spiana gli scatti irresistibili di Salah che però fallisce tutto e infine è stoppato dalla mano in area di Toloi (solo ammonito perché non chiara occasione da gol). Perotti dal dischetto è un robot: 1-0. Sembra finita. Ma è soltanto la gara-A.

CORREZIONE GASP - Che i contenuti tattici potessero prevalere sul resto era immaginabile: Gasp e Spalletti sono i tecnici che più incidono sul gioco. Non era prevedibile invece il crollo, letteralmente, della Roma, come fosse un’altra squadra. Non bastano le correzioni di Gasperini per spiegare la giravolta. Ma anche l’Atalanta è diversa: riparte col 4-4-2 poi torna subito al 3-4-3 giusto, dominante grazie a due cambi obbligati (D’Alessandro e Freuler per Masiello e Kurtic) e soprattutto alla nuova disposizione. Gomez va a sinistra, con D’Alessandro che gli si propone per le sovrapposizioni: è l’asse che distrugge la Roma. Sull’altra fascia si sposta Kessie e sembra abbia giocato attaccante da una vita. Dribbling e velocità da un lato, potenza e profondità dall’altro: la Roma è un pugile con due occhi neri, prossimo al kappaò.

ATALANTA TRAVOLGENTE - Anche Spalletti ci mette del suo, cambiando la difesa a «tre e mezzo» in un 4-2-3-1 più arrendevole e spostando Nainggolan in una posizione meno letale. Ma più che la tattica sono le gambe che non reggono: nessuno ha la lucidità per ripartire. Schiacciata nella metà campo, anticipata sui ogni pallone, in inferiorità e in balia dell’Atalanta: tutti capiscono che è solo questione di tempo. Caldara va a prendersi l’1-1, fortunato ma voluto. I cambi – El Shaarawy e Paredes per Salah e Perotti – aggravano la situazione. Gomez sembra Neymar, Gagliardini ricorda Gerrard e Kessie può vincere da solo una partita. Sarà anche stupido il rigore di Paredes sull’incontrollabile Gomez all’ultimo, ma l’Atalanta strameritava il successo. E Kessie che va sul dischetto al 90’, con la tranquillità di Pirlo, è l’ultimo segnale che c’è poco di casuale in questa Atalanta.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Licari

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