Rassegna Stampa

Gasport, Baldini e Zanzi volano in Usa Roma: si decide il futuro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-03-2013 - Ore 07:44

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Gasport, Baldini e Zanzi volano in Usa Roma: si decide il futuro

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) A ciascuno il suo. Il conclave profano per il futuro del pontificato giallorosso, da oggi entra nella fase decisiva. Non si aspetta lo Spirito Santo — il calcio è troppo poco ascetico per pretenderlo — bensì dollari, euro, dinari giordani (non ridete, esistono). Per questo la Roma attende che, entro giovedì, il discusso sceicco giordano Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi versi quei 50 milioni che gli consentano di entrare nella LLC, ovvero la società di controllo della Roma, e diventare così co-proprietario del club. In caso contrario, sarebbe stato solo un colpo di fulmine, i cui strascichi, però, continuerebbero ad interessare Consob e Procura.

 

 
VIAGGIO A DALLAS  Facile pensare che lo sceicco da oggi sarà il convitato di pietra della serie di incontri che aspettano il d.g. Franco Baldini e il global ceo Italo Zanzi con James Pallotta. Già, perché oggi i due partiranno per Austin, in Texas, dove è prevista la riunione annuale di tutte le varie branche della Raptors — la holding guidata dal presidente della Roma — che durerà sino alla fine di una settimana importante. D’altronde i conti non sono felici e

nella semestrale si dice che saranno chieste nuove linee di finanziamento a UniCredit. Per questo i gossip che si registrano a Trigoria e nella stessa UniCredit investano Baldini nel ruolo di ambasciatore per convincere Pallotta a contribuire al finanziamento del club in misura maggiore di quanto previsto e auspicato, soprattutto visto che il mercato incombe e il d.s. Sabatini — il cui rinnovo di contratto pare vicino — necessita di certezze.

 C’è chi dice, poi, che la soglia del 14 marzo (previo comunicato) possa essere posticipata qualora lo sceicco chiedesse tempo per lo sblocco del denaro, anche se lo scetticismo di UniCredit resta fortissimo. Morale: tra Usa, Italia e Giordania il target internazionale della Roma è ormai un dato di fatto. Basta che non diventi solo un rimpallo di responsabilità.

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