Rassegna Stampa

General Hospital Roma. Dzeko è fuori, Totti quasi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-02-2016 - Ore 09:54

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General Hospital Roma. Dzeko è fuori, Totti quasi

IL CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Con i complimenti si fa prima. Quelli a Di Francesco, «nemico» solo per questa notte: «È uno di quelli che ha fatto diventare più bello il nostro calcio. Sassuolo, Fiorentina, Empoli e Napoli sono le squadre i cui allenatori hanno alzato l’asticella alla qualità del nostro calcio. Eusebio era già allenatore quando era team manager qui alla Roma. Ogni tanto quando scriveva la mia formazione, la cambiava». E quelli a Nainggolan: «Radja dà certezze in qualsiasi parte del campo lo metto». Poi partono le «picconate» di Luciano Spalletti: i «topini» dentro il suo ufficio a Trigoria; i «visucci» di chi sta in panchina; i medici «che devono essere medici da Roma»; il mercato che è finito con Perotti «perché non possiamo fare altro»; i doloretti assortiti di un gruppo poco abituato a lavorare con Rudi Garcia perché «lui ha detto che è importante la prestazione per arrivare al risultato. Io aggiungo che è importante lavorare in un certo modo durante la settimana per fornire una prestazione». 

Ce n’è per tutti. Come nel famoso discorso di Al Pacino in «Ogni maledetta domenica», Spalletti si sta prendendo la Roma centimetro dopo centimetro. Per qualcuno Spalletti si sta muovendo come un elefante in un negozio di delicate ceramiche, per la netta maggioranza dei tifosi della Roma è l’uomo giusto al posto giusto. Nell’immediato, però, c’è da affrontare il Sassuolo per dare continuità alla vittoria contro il Frosinone. E, ancor di più, c’è da affrontare l’emergenza: fuori Dzeko (ematoma al polpaccio), Digne, Torosidis, Iago Falque e Florenzi. Totti è stato convocato, ma non sta bene: «Ha un dolore al gluteo, è da valutare. Spero come sempre stringa i denti, ci ha abituato anche a questo, però ha dolore ed è dovuto uscire prima dell’inizio dell’allenamento perché appena si è mosso e ha fatto le prime corse sentiva un dolore abbastanza acuto». Preoccupante che sia successo dopo soli 35 minuti di partita, sabato scorso.

Ecco perché potrebbe giocare Perotti e, soprattutto, perché sarà data ancora fiducia piena a El Shaarawy: «Ha fatto una buona prestazione e ha fatto anche gol, per cui non si rischia niente a rimandarlo in campo. In questo caso la testa diventa fondamentale. C’era il rischio se il ragazzo non avesse fatto vedere subito la sua qualità, soprattutto in uno stadio storico come quello dell’Olimpico, di fronte a quei monumenti lì. È chiaro che con qualcuno siamo obbligati a fare turnover, però le scelte sono abbastanza obbligate. Stephan può fare il centravanti? Secondo me è meglio se si lascia sull’esterno. Ha facilità di corsa nel lungo tratto, riesce a darti una mano come copertura di spazi in fase difensiva e, allo stesso tempo, lo puoi ritrovare dietro la linea dei difensori. Ha 60-70 metri facili nelle gambe, è uno che ribalta l’azione».

Fonte: Il Corriere della Sera - Valdiserri

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