Rassegna Stampa

Generazione fuori mercato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-07-2016 - Ore 07:06

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Generazione fuori mercato

IL MESSAGGERO – FERRETTI - Da qualche giorno, il quiz pallonaro più gettonato in città, al mare o in montagna è il seguente: ma se Higuain ha una valutazione di 90 milioni di euro e Pogba si avvia a diventare (di nuovo) un giocatore del Manchester United in cambio di 110 milioni, quale sarebbe oggi il prezzo dei grandi campioni del passato? Insomma, quanto varrebbe oggi sul mercato uno come Diego Maradona? Oppure, per citarne solo alcuni, Michel Platini, Paulo Roberto Falcao, Marco van Basten, Johan Cruijff o il brasiliano Ronaldo? Con tutto il rispetto per i due calciatori in attività, il solo confronto tecnico non regge; non può reggere. Perché da una parte ci sono giocatori bravi valutati come fuoriclasse assoluti e dall’altra fuoriclasse assoluti e basta. È cambiato il calcio, sono cambiati i parametri che regolano il mercato oltre che i costi di qualsiasi cosa, cartellini dei calciatori compresi; ma ci sono alcuni dati che ci devono indurre ad una prima riflessione. Il Napoli nel 1984 acquistò Maradona dal Barcellona per 13,5 miliardi di lire; la Juventus prese Platini dal Saint Etienne nel 1982 in cambio di 250 milioni di lire; la Roma nell’estate del 1980 ingaggiò Falcao versando nelle casse dell’Internacional di Porto Alegre un milione e mezzo di dollari; Zidane, 1996, arrivò alla Juventus da Bordeaux in cambio di 7,5 miliardi di lire, prima di essere ceduto al Real Madrid per 150 miliardi. Ricordato che la benzina nel 1980 costava 715 lire, e oggi 1,575 euro, vien da sé che – valutando il cambio lira/euro – il prezzo di due calciatori come Higuain e Zidane è imparagonabile, e anche sproporzionato, rispetto a quello delle grandi stelle del passato. Ma per gioco, e ragionando su aspetti che non sono solo economici, ci si può provare. Via.

IMPARAGONABILI – Ad esempio, uno come Maradona, capace di vincere scudetti e mondiali praticamente da solo, oggi sarebbe indiscutibilmente più costoso di Messi, non soltanto di Pogba e/o Higuain: 280 milioni di euro per averlo, e tenendoci stretti. Più del doppio di Pogba, almeno. Troppo? E Cruijff, uno che ha inventato il calcio moderno, non costerebbe più del doppio del Pipita? Tipo 210 milioni. Valutazione più o meno simile per Ronaldo il Fenomeno o per van Basten, sebbene frantumati dagli infortuni. Così come credibile sembra il prezzo 2016 di Platini e Zidane, intorno ai 190 milioni, se paragonati a quello attuale del connazionale Pogba. Si gioca, è chiaro. Sparare cifre non costa niente e non fa male a nessuno. Tutto opinabile, per carità. E, allora, dai. Uno come Roberto Baggio, per dirne un altro, oggi quanto potrebbe costare? Un botto vero, intorno ai 150. Paulo Roberto Falcao, che ha trasformato la Rometta in Roma campione d’Italia, non avrebbe una valutazione superiore ai 100? Non ci sono dubbi. E il suo ex compagno Bruno Conti? E Gabriel Batistuta? Altro che Pipita, dicono a Firenze… Giocando giocando, emergono confronti (non solo economici…) impietosi. E tanta nostalgia… Ogni epoca ha la sua storia, il suo calcio e anche i suoi costi dei calciatori. Ma la sensazione che si stia perdendo di vista la realtà, sia tecnica che finanziaria, è molto forte. Fin quando il pallone rimbalzerà, però, nessuno ci farà caso, perché quel rimbalzo farà comodo a tanti. Anzi, a tutti. E, intanto, il gioco delle valutazioni va…

Fonte: Il Messaggero - Ferretti

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