Rassegna Stampa

Genio ed equilibrio, così Pjanic accende la luce della Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-11-2014 - Ore 09:16

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Genio ed equilibrio, così Pjanic accende la luce della Roma

Forse a quelle statistiche Garcia neanche ci pensava quando gli ha detto di rischiare un po’ di meno e di diventare la fonte del gioco giallorosso. O forse era proprio quello che voleva, perché con Miralem in campo la manovra è più fluida, la palla gira meglio, il giropalla è quasi automatico. Ed infatti non è un caso che il centrocampista bosniaco sia il miglior «passatore» del campionato, in testa alla classifica dei passaggi completati: 591 (ben 128 effettuati contro il Cesena), alle sue spalle Medel (Inter), l’altro giallorosso Nainggolan, Cigarini (Atalanta), Valdifiori (Empoli), Marchisio (Juventus) e un altro romanista, Keita. Dati che testimoniano come «il centrocampo sia la fonte del nostro gioco», come ama ripetere spesso Rudi Garcia. E Pjanic ne sia la sua luce.

 

 

L’ombelico giallorosso Miralem ultimamente non sta brillando come ha fatto in altri momenti, ma la Roma non prescindere dal suo genio, dalle sue giocate, dalla sua fantasia e verticalità. E se Mire si «vede» di meno, è anche perché Garcia gli ha chiesto di giocare più basso, di rischiare meno ma di prendere per mano la squadra. E di far passare sempre il gioco dai suoi piedi. Piedi che con il Napoli hanno già fatto magie, quelle della scorsa stagione, quando all’Olimpico la Roma vinse 2-0 proprio con una sua doppietta mentre in tribuna c’era un ospite d’onore come Diego Armando Maradona.

Genio ed equilibrio Anche oggi Garcia molto probabilmente gli chiederà questo, di gestire e inventare. Perché negli equilibrio del centrocampo giallorosso De Rossi si deve occupare della fase difensiva e delle coperture, mentre Nainggolan è l’unico che ha l’energia e la capacità per andare dentro, inserirsi, cercare di far male in verticale. Miralem no, a lui Rudi chiede linearità ed equilibrio, intervallato a volte da qualche colpo di genio tirato fuori dal suo cilindro magico. Come contro il Cesena, quando ha tagliato tutte e due le linee difensive dei romagnoli (difesa e centrocampo) spedendo in porta Destro 30 metri più in la.

Lui e i bimbi di Sarajevo E siccome il genio ha sempre un animo, Mire si è preso a cuore dei ragazzi (poco fortunati) di Sarajevo, quelli della scuola calcio Valter, gestita dal suo amico Valter Adis Junuzovic e visitata nei mesi scorsi dai vari Dzeko, Spahic e Hadzic. La scorsa settimana Pjanic e Januzovic sono stati a cena insieme a Roma (c’era anche Iturbe), in primavera i ragazzi della scuola calcio saranno tutti ospiti a Trigoria di Miralem, che si farà carico dei costi. Forse è anche per questo che Garcia gli ha messo in mano la Roma, perché senza cuore non si è mai campioni.

Fonte: Gasport

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