Rassegna Stampa

Gerson vuole fare la storia: «Roma, sarò il tuo Falcao»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-07-2016 - Ore 07:21

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Gerson vuole fare la storia: «Roma, sarò il tuo Falcao»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - La domanda che molti si chiedono è: ma se Gerson è davvero così forte come si dice, perché lo scorso anno è stato tagliato dal Mondiale Under 20 e quest’anno non è stato convocato per l’Olimpiade di Rio? Interrogativi legittimi, che hanno però delle risposte. Ma che soprattutto Gerson può cancellare con le prestazioni, con il campo, con gli assist e le giocate. Tutto quel bagaglio tecnico, insomma, che la Roma si aspetta di ritrovare nei piedi e nella testa di questo baby brasiliano, appena 19 anni, che ha un po’ il compito anche di far dimenticare le giocate e la fantasia di Pjanic.

TRADIZIONE - A quel Mondiale Under 20, lo scorso anno, Gerson non partecipò per alcune incomprensioni con Alexandre Gallo, il c.t. verdeoro dell’epoca. Fu il grande escluso insieme a Gabigol, sembra perché entrambi avevano criticato in precedenza alcune scelte tattiche di Gallo. All’Olimpiade, invece, Gerson non è andato perché gli sono stati preferiti il laziale Felipe Anderson e Thiago Maia del Santos, nonostante le 63 presenze e gli 8 gol già messi a segno con la maglia della Fluminense. Pazienza, vorrà dire che le sue soddisfazioni se le toglierà proprio in maglia giallorossa, lui che è il trentanovesimo brasiliano della storia della Roma. «Qui c’è una grande tradizione di giocatori del mio paese e mi piacerebbe lasciare anche a me il segno come hanno fatto altri miei connazionali in passato – dice lui da Pinzolo, nel giorno della sua presentazione – Falcao? È stato un grande, anche se non l’ho mai visto giocare...».

LA SCELTA - Gerson finirà con il giocare dalla cintola in su: trequartista, esterno offensivo o centrocampista. Deciderà Spalletti dove sarà più utile impiegarlo, anche se ieri, nella prima partitella della stagione, ha giocato da mezzala in un centrocampo a tre, al fianco di Paredes e Di Livio. «Mi piace giocare, avere la palla tra i piedi, costruire assist e fornire passaggi decisivi ai miei compagni. Ma anche andare al tiro», chiarisce lui con quella faccia un po’ timida tipica dei suoi 19 anni. Poco prima il d.g. della Roma Mauro Baldissoni lo aveva introdotto così: «Uno dei maggiori talenti del calcio giovanile mondiale, che volevano non solo il Barcellona ma anche altri club stranieri e non solo». Il riferimento è ovviamente alla Juventus. «Ho scelto la Roma perché è un grande club e ho pensato che fosse la scelta migliore – insiste il brasiliano –. So che la gente si aspetta tanto da me, ma sono pronto a tutto. Farò del mio meglio, sono convinto che non avrò problemi». Qualche contrattempo, in realtà, glielo aveva creato quella maglia numero dieci postata prima di arrivare a Roma. «Ma quello fu un regalo che mi fece molto felice, la maglia di uno dei migliori giocatori del mondo. A chiunque avrebbe fatto piacere riceverlo», dice chiarendo poi perché ha scelto la trenta: «È quella con cui ho esordito da professionista con la Fluminense». Quest’anno giocherà ancora con quella, il prossimo magari avrà in dote proprio la dieci. A patto, però, che confermi tutto quanto di buono si dice sul suo conto.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Pugliese

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