Rassegna Stampa

Gervinho inguaia Garcia Roma, ci prova Iturbe

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-11-2015 - Ore 08:00

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Gervinho inguaia Garcia Roma, ci prova Iturbe

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Sulla paura dell’ignoto sono stati scritti fior di libri. Psicologia e dintorni, magari pure una spruzzata di tattica applicata al calcio. Chiedere a Rudi Garcia, che a Bologna sosterrà una tesi di laurea sull’argomento. Perché non c’è mai stata Roma contemporaneamente senza Gervinho né Salah: almeno uno dei due ha sempre giocato dall’inizio, in questi tre mesi di stagione tra campionato e Champions. L’ignoto allora è domani. L’appuntamento al Dall’Ara è certo, l’ha fissato lo staff medico ieri pomeriggio, con il responso degli esami strumentali a cui si è sottoposto Gervinho: lesione di primo grado al retto femorale della gamba destra, tre settimane di stop e tanti saluti all’uomo più in forma dell’intero organico giallorosso. L’ex reietto, l’uomo attorno al quale Roma era tornata magicamente a convincersi che non si potesse giocare a calcio senza. 
Tra Bate e Napoli Il colpo è duro. Perché è come se all’improvviso un regista perdesse sia l’attore principale sia la sua controfigura per girare una scena. Che si fa? Si cambia copione, si fa un’altra cosa. Perché qui non è questione di ore, ma di settimane. Gervinho salterà almeno quattro partite: Bologna, Atalanta e Torino in campionato, Barcellona in Champions. Il sogno è rimetterlo in campo per la sfida con il Bate Borisov del 9 dicembre, match presumibilmente decisivo per la qualificazione. L’obiettivo più concreto è il rientro dell’ivoriano per la trasferta scudetto del 13 dicembre con il Napoli. Fin a quel giorno, Garcia dovrà inventarsi altro. Dovrà inventarsi una Roma che ruoti davvero intorno a Edin Dzeko, a prescindere dalle iniziative individuali di Salah e Gervinho. 
Come in piazzetta Dovrà inventarsi un ruolo per un personaggio che a Roma è da sempre in cerca d’autore. Iturbe solo tre mesi fa aveva chiesto la cessione. L’aveva pure ottenuta, poi l’affare con il Genoa saltò in extremis. Si era rimotivato, ma con Garcia il feeling non è mai sbocciato. Nuova depressione, nuovi enormi dubbi sul futuro. I due non si capiscono, parlano lingue calcistiche profondamente diverse. «Il tecnico non sarà d’accordo — dice di Iturbe il d.s. Walter Sabatini —, ma il ragazzo ha bisogno di tornare a giocare come se fosse in piazzetta». Piazza Grande, a Bologna. Il treno, davvero l’ultimo, è in partenza domani. Iturbe ha l’ennesima chance per affermarsi con la Roma. E Garcia è tentato dal lanciarlo titolare: non è l’unica via, in avanti infatti potrebbe giocare pure Florenzi con Maicon in fascia destra. Ma qui ballano le motivazioni. Iturbe non ha davanti solo una partita o comunque un periodo a brevissima scadenza: tra infortuni e scarso rendimento, è quasi sempre stato così nei suoi 18 mesi romani. Tre settimane, quattro partite: abbastanza per dimostrare che il «frigorifero» (copyright Sabatini) del suo costo, 23.6 milioni di euro e commissioni, può essere meno pesante del previsto. Sennò, amici come prima. Avrà vinto il frigorifero. E quella convinzione sul calcio impossibile senza Gervinho, a Roma nel frattempo sarà diventata legge. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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