Rassegna Stampa

Gervinho, lo spaccadifese che gioca come un bambino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-12-2013 - Ore 07:43

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Gervinho, lo spaccadifese che gioca come un bambino

La battuta (mica tanto una battuta, però…) che circolava ieri in città era la seguente: se Cuadrado vale 50milioni, Gervinho vale 50milioni al Cuadrado. O no? Il confronto diretto/indiretto tra il colombiano della Fiorentina e l’ivoriano della Roma è stato vinto, nettamente, dal numero 27 di Rudi Garcia, l’uomo che – sfidando il dsWalter Sabatini e lo scetticismo della piazza – ha voluto a tutti i costi a Roma il suo pupillo, l’attaccante che l’aveva aiutato a vincere la Ligue 1 nel 2011. Gervinho, domenica scorsa all’ora di pranzo, è stato letteralmente devastante, e non soltanto perché con due assist ha propiziato entrambe le reti della Roma.

La sua prestazione, comprensiva di una buona fase difensiva, ha fatto stropicciare gli occhi ai tifosi (e ai criticoni) e ha confermato che, oltre a quella di Totti, l’assenza dell’ivoriano si è fatta parecchio sentire. Con Gervinho la Roma diventa una squadra cha ha profondità, cambi di passo e, quindi, imprevedibilità. Perché ogni volta che l’ex Arsenal ha il pallone tra i piedi, può sempre combinare qualcosa di pericoloso, di inatteso. Contro la Viola ha piazzato tre, quattro spunti di valore assoluto: riuscisse amigliorare nella finalizzazione, sarebbe praticamente perfetto. Invece, il tiro in porta non è ancora un suomust.Ma, forse, perché è da sempre abituato a giocare per gli altri. Gervinho è la sgregolatezza fatta genio e la (s)regola che conferma l’eccezione: un attaccante atipico, come si diceva una volta quando non si trovavano le parole giuste per etichettare chi andava fuori dagli schemi tradizionali.

Nel campionato più tatticizzato delmondo, Gervinho lo spaccadifese rappresenta la soluzione più efficace e più semplice per far saltare i piani avversari. Perché, in fondo, l’ivoriano fa una cosa realmente semplicissima: palla al piede, corre veloce verso la porta avversaria. Come fanno, gioiosi, i bambini in ogni angolo del mondo.

Fonte: Il Messaggero – Ferretti

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