Rassegna Stampa

Ghini: «L’allenatore via subito» Scarpati: «No, troppo rischioso»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-12-2015 - Ore 07:49

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Ghini: «L’allenatore via subito» Scarpati: «No, troppo rischioso»

CORRIERE DELLA SERA - TORRISI - Nel faticoso «day after» del tifoso vip romanista non c’è solo voglia di voltare decisamente pagina e far così pagare a Garcia tutti gli errori commessi dalla squadra in questa prima parte della stagione. Tanta, sì, la frustrazione per un momento negativo difficilmente pronosticabile qualche settimana fa e perciò ancora più difficile da digerire. Ma pure il desiderio di capire il ruolo della dirigenza nella profonda crisi d’identità che sta vivendo il gruppo giallorosso. 
Tra gli interventisti si schiera senza esitazioni Massimo Ghini, pronto alla separazione immediata dal tecnico francese. «Non ci sono più giustificazioni - tuona l’attore e regista romano - c’è qualcosa che si è definitivamente rotto e a questo punto serve un segnale forte». 
Per Ghini non certo minori sono le responsabilità del presidente Pallotta, troppo lontano dall’epicentro del problema per comprenderne appieno la portata. «Dal club mi aspetto parole chiare, che spieghino cosa sta realmente succedendo. Questa gestione bipolare tra Boston e Roma poi non aiuta sicuramente la causa romanista». E sull’eventuale nuovo allenatore. «La mia lista è ristretta. Non c’è alternativa a uno tra Ancelotti e Conte se si vuole vincere in tempi brevi». 
Matilde Brandi, sabato scorso nominata Cavaliere della Roma, ha invece un approccio più soft. «Non credo proprio che Garcia debba essere mandato via, anche se è chiaro esistano problemi nello spogliatoio - chiarisce la showgirl - Diamogli un pochino di fiducia, pure lui sa bene che si gioca tutto nelle prossime gare». E nel caso la situazione dovesse precipitare ulteriormente? «Beh, allora andrei su uno tra Conte, Ancelotti o Mourinho: non voglio più aspettare, bisogna vincere adesso». 
«Non penso che le colpe maggiori siano di Garcia», esordisce Massimo Wertmuller, attribuendo la giusta quantità di responsabilità al cinquantunenne tecnico di Nemours. «Sono tanti gli elementi da valutare. Ma mi sono scocciato di chi si nasconde dietro l’abusato concetto di approccio mentale sbagliato: i gol falliti, gli errori individuali, la mosceria inspiegabile vista anche contro l’Atalanta continuano infatti a trovare sempre questa fastidiosa giustificazione. E non se ne può più». Nel caso di cambio in panchina, per Wertmuller l’allenatore ideale sarebbe quello in grado di saper gestire, conoscendola, la difficile piazza romana. «Carlo Ancelotti su tutti, ma non vedrei male anche un ritorno di Spalletti». 
Nei pochi minuti di un cambio di scena, Giulio Scarpati, altro tifoso doc romanista, trova il tempo per dire la sua sugli affanni di una squadra che non sa più giocare bene, oltre che vincere. «È grave che si sia arrivati a questo punto, senza riuscire a trovare una soluzione dopo che già in altre gare si era notata un’abulia diffusa, la chiara sconnessione tra i reparti - commenta l’attore - Ero sicuro avrebbero fatto un partitone contro l’Atalanta e invece...». 
Nonostante lo tsunami, per adesso Scarpati predica calma. «Resto convinto che un cambio di allenatore ora sarebbe rischioso. Vediamo la situazione dopo l’ultimo turno della Champions: quello sarà il momento per fare le valutazioni definitive». 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - TORRISI

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