Rassegna Stampa

Giampiero Ventura tre sorrisi, così il c.t. si sente più leggero «Vittoria da squadra»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-09-2016 - Ore 06:38

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Giampiero Ventura tre sorrisi, così il c.t. si sente più leggero «Vittoria da squadra»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ELEFANTE - «Abbiamo giocato, sofferto e vinto da squadra». È il classico menù che sfama qualunque allenatore dopo una partita così, e la faccia finalmente distesa di Giampiero Ventura fa capire che si sente improvvisamente e finalmente più leggero. In realtà era stato «pesante» il vero aggettivo dei suoi ultimi giorni. Pesante, oppure accerchiato: quello l’aveva scelto lui domenica, parlando del peso dei paragoni con Conte. Senza rinviare il desiderio, o forse la necessità, di togliersi subito il fastidio che gli circolava nei nervi, più che nello stomaco. Ma altri pesi ancora aveva sulle spalle ieri sera il c.t.: anche i numeri sono precedenti con cui confrontarsi, non solo il cammino del suo predecessore, e aveva molto da perdere. Perché l’Italia non perdeva nelle qualificazioni al Mondiale da 27 partite (dodici anni fa), ed erano 50 tonde tonde (dieci anni giusto oggi) considerando anche le qualificazioni agli Europei. La striscia è salva, la chiave è nota: «Se abbiamo la convinzione di essere squadra su tutti i campi – dice Ventura – possiamo farlo sempre. In sei giorni non si poteva pretendere di più, e anzi abbiamo anche seminato un po’. Per questo sono più soddisfatto che felice: per un primo tempo quasi perfetto, ma soprattutto per l’interpretazione della partita e la capacità di leggere in fretta una situazione diversa da quella che pensavamo di dover affrontare».

BOTTE DI FERRO Un 4-2-3-1 invece che l’annunciato 4-3-3, spiega Ventura. Ma anche una partita riaperta per colpe proprie, e poi «complicata dal dover giocare in 10 contro 11. Ci siamo creati problemi da soli, il gol è stato un regalo con palla a noi: era il primo tiro verso la nostra porta, forse loro non avevano fatto neanche un cross. Se penso anche alla partita con la Francia dico che abbiamo preso quattro gol in due partite, ma tutti evitabilissimi. Ma dico pure che Chiellini due errori li fa ogni dieci anni, dunque per i prossimi dieci siamo in una botte di ferro. Dopo l’espulsione abbiamo avuto 10-15’ di sbandamento: dovevamo prendere le distanze ma volevamo continuare ad offendere, e poi non abbiamo rischiato più niente. Anzi potevamo segnare altri gol». In particolare Immobile, «lui poteva farne altri due: sapevo che stava bene dal punto di vista mentale e avere spazi da attaccare è la sua condizione migliore».

FRA UN MESE È stata l’Italia di Verratti: «C’è chi dice che non può giocare in quel ruolo, ma lui ha grande spessore: ha letto benissimo la partita e confermato di essere un capitale del nostro calcio». È già l’Italia di Ventura, o perlomeno «la sento già mia per la partecipazione e la determinazione feroce di tutti nel fare quello che vogliamo fare. È da qui che dobbiamo ripartire per colmare il gap con qualsiasi squadra, per diventare protagonisti: non possiamo farlo a parole, o in sei giorni, ma lo possiamo fare se continuiamo a lavorare così». E tra un mese, quando affronteremo la Spagna, non conterà più se si sentirà accerchiato lui, «ma come si sentirà la squadra: con quattro partite in più nelle gambe, speriamo di stare meglio di stasera».

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-ELEFANTE

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