Rassegna Stampa

Giannini a processo. L’illecito può fargli perdere la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-06-2016 - Ore 07:06

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Giannini a processo. L’illecito può fargli perdere la Roma

GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO - Ci sono voluti sette anni – sì, avete letto bene – per mandare a processo Gallipoli-Real Marcianise. Era il 17 maggio 2009, e il 3-2 mandò i pugliesi per la prima volta in Serie B (a scapito del Benevento). Fu, anche, la prima soddisfazione del Giuseppe Giannini allenatore. Peccato che quella vittoria, decisiva per la promozione, fu comprata con 50mila euro, destinati ai giocatori campani. Il «dettaglio» è emerso da un’inchiesta della Direzione antimafia di Napoli sulle attività criminali della famiglia Righi, dagli anni Novanta trapiantata a Roma, e sui suoi legami con la camorra napoletana. All’epoca dei fatti, la figlia di Giannini, Francesca, era la fidanzata di Ivano Righi, figlio di Salvatore. I Righi si adoperano per stabilire, attraverso un intermediario, il contatto con la Real Marcianise, e anticipano il denaro per la combine. Dalle intercettazioni Giannini sembra a conoscenza di tutto e, oltretutto, pronto a versare di tasca propria parte della somma (almeno così si raccontano Righi padre e figlio). Mentre sul fronte penale il processo è alle battute iniziali (il Principe è imputato di frode sportiva), quello sportivo si celebra oggi al Tribunale federale. La Procura lo ha deferito per illecito sportivo, lui, che è difeso da Eduardo Chiacchio, spera di uscirne con un’omessa denuncia. E a quel punto che ne farà di lui la Roma, di cui sta promuovendo le academy in giro per il mondo?

 

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