Rassegna Stampa

Giochi senza frontiere Pallotta vs. Thohir per l’Europa che conta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-03-2016 - Ore 08:47

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Giochi senza frontiere Pallotta vs. Thohir  per l’Europa che conta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - DALLA VITE - «Mai pensato di vendere il club»: chi l’ha detto? Entrambi: James Pallotta ed Erick Thohir. Sull’avverbio di tempo solo il... tempo dirà, ma di certo questa è la sfida anche fra due presidenti made in Altrove e non in Italia (mica è una colpa, ma una bella sfida sì) con punti in comune che via via sono emersi leggeri o marcati.

LA PASSIONE E STADIO Il bostoniano Pallotta è sbarcato in Italia un anno prima dell’indonesiano Thohir, 2012 e 2013. Allunaggi differenti, stessa passione. In Thohir, magari, quella passione pulsa di più: vedeva l’Inter di Ventola e Kallon e sognava quei colori che ha poi fatto suoi. Disegni ambiziosi, e stasera nessuno dei due vorrebbe armarsi di gomma da cancellare. «Sono disgustato» fece trapelare James dall’America dopo Roma-Milan: esternazione figlia di aspettative fatte con trasporto. Di certo entrambi vogliono dare una ventata nuova al... Calcio: nella globalizzazione, nell’organizzazione e pure negli orari delle gare per «mostrare» i marchi all over the world. E lo stadio? James lo vuole nuovo nel 2019, Erick si è giustamente invaghito della Scala del calcio. Scalpellano, per rimodellare.

IL FAIRPLAY E L’SMS INTER Entrambi i Numeri 1 sono alle prese con la Uefa e il fairplay finanziario. Le sanzioni per l’una e per l’altra furono differenti: 6 milioni la Roma (2 fissi e 4 riducibili) e 20 per l’Inter (6 fissi e 14 riducibili). Ieri il club nerazzurro ha voluto far passare un messaggio: il grosso problema (che farebbe rivedere molti piani) sarebbe restare fuori dalle coppe, ma andare in Europa League mancando la Champions non sarebbe un danno economico ingente perché è vero che la massima rassegna dà più soldi ma nella seconda c’è più possibilità di andare avanti e quindi di azzannare introiti che alla lunga potrebbero non essere così distanti. Semmai i Preliminari di EuroLeague sarebbero una mazzata perché annullerebbero la tournée, soldi freschi. Per il Fpf, Inter e Uefa si vedranno a settembre per rendere conto del mercato estivo. Con l’osso-Champions in bocca sarebbe meglio.

CASTELLO CHAMPIONS Si piacciono e si stimano, James and Erick, stasera a Boston e Giacarta: in Italia non si sono mai incontrati, in America sì, a Boston una volta e ad Aspen due anni fa per una convention sullo sviluppo del calcio mondiale. Stasera va in scena il loro primo... preliminare virtuale di Champion: per raggiungerla, sia Pallotta sia Thohir sono saliti sulla macchina del tempo delle proprie società e hanno ripescato le figurine dei tempi vincenti con qualche ruga in più: quelle di Spalletti e Mancini. Il tutto per un target importantissimo. Il fatto è che una sola delle due, a meno di un crollo sopra la testa dei giallorossi, ce la farà. E l’altra dovrà ricominciare: con le complicazioni legate a due piazze assetate di tituli (l’ultimo della Roma è la Coppa Italia 2008; per l’Inter la stessa Coppa, 2011).

LE BANDIERE Ci saranno: chi cercando di giocare (Totti) e chi per guardare (Zanetti, vicepresidente). I rispettivi tifosi ricordano quel pallonetto di Francesco nel 2005 e quell’1-1 decisivo di Javier nel 2008, a San Siro. «Ritireremo la sua maglia» disse Pallotta nel marzo 2014. «Deve pensare a come smettere» ha picconato James una settimana fa. Thohir, nel maggio 2014, fece così: maglia numero 4 a nessun altro e contratto biennale (che prolungherà) a Pupi. Ovest ed est. Gli antipodi. Che stasera si scontrano. Un Giochi senza Frontiere, con una poltrona per due.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - DALLA VITE

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