Rassegna Stampa

Gioiellino Pjaca. Vale 20 milioni. Mezza Europa gli sta addosso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2016 - Ore 07:44

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Gioiellino Pjaca. Vale 20 milioni. Mezza Europa gli sta addosso

GAZZETTA DELLO SPORT - DELLA VITE – Il fatto è che poteva già essere in Italia dal gennaio 2015. E l’Italia, adesso, chissà se riuscirà a prenderlo. Marko Pjaca è un’ala imbevuta di Red Bull: viso sveglio, gambe rapide e mezza Europa che gli sta addosso. Per chissà quale prezzo.

DAL BOLOGNA A…? – In quel gennaio l’allora direttore sportivo del Bologna PantaleoCorvino era stato a Zagabria, dalla Dinamo, il Mulino Bianco del calcio croato dal quale sono usciti decine di campioni col talento addosso. Offerta di 5,5 milioni di euro: qualcuno dice che fu il ragazzo a non scegliere la Serie B italiana (in quel momento ilBologna era fra i cadetti), altri raccontano che il club croato aveva ritenuto bassa l’offerta. Pare invece che quasi 6 milioni di euro da investire in Serie B abbiano impressionato la società bolognese. E blocco fu. Adesso, forse, Corvino ci riprova per laFiorentina, ma anche Roma e Inter (che ci provò nell’ottobre 2015) sono sul… pezzo. Ilproblema, però, è proprio il prezzo: esondato. Parole di Marko Pjaca a marzo: «So che ogni anno su di me ci sono interessamenti da Italia, Germania e Inghilterra, ma non saprei dire qual è la mia grande squadra preferita».

QUINDICI, TRE, EPIC – Marko Pjaca è un classe 1995, ha il 20 come numero di maglia preferito e in Croazia raccontano che proprio la settimana scorsa la Dinamo abbia rifiutato un’offerta di 15 milioni di euro da un club inglese (il Liverpool?). Morale: la Dinamo Zagabria vuole di più. E figurati dopo che Marko ha punzecchiato laSpagna. In patria ricordano gol a raffica partendo da sinistra e una tripletta al Celtic inEuropa League. Successe l’11 dicembre 2014, in squadra con lui c’era MarceloBrozovic: finale, Dinamo-Celtic 4-3, tripletta del ragazzino e l’altro gol di Epic. Oggi Marko Pjaca vale dai 15 ai 20 milioni di euro. Più venti che quindici. Marko è unPerisic che deve crescere: il suo ruolo ideale è largo a sinistra e accentrarsi per colpire con il piede preferito, il destro. Però in nazionale c’è Ivan il Terribile di là, e allora eccolo a destra. Pjaca avrebbe dovuto esordire da subito in questo Europeo, contro laTurchia: era dato in pole, poi il c.t. Ante Cacic si è inventato (per modo di dire, visto che lo ha fatto Roberto Mancini all’Inter) Brozo esterno alto del 4-2-3-1. E lui ha trovato spazio nella giornata più pesante e nella serata più bella.

NON HA PREZZO – I croati sono fatti così: vanno in campo semplicemente per giocare a calcio. E senza ansia, senza nessun timore. «Mai avuto paura del palcoscenico», ha detto il numero 20 nel ritiro della Croazia di Deauville, in Normandia. «Ha il dna da campione, da fenomeno – aggiunge Mario Stanic –, ma ricordatevi che se dovesse arrivare in Italia avrà bisogno di tempo, come tutti i croati sbarcati da voi. Oltre alle qualità che tutti hanno visto, Marko è un ragazzo che sta in piedi, nel senso che ha mentalità forte; è un giocatore che vede e sente il gioco. Costa tanto? Credetemi, non ha prezzo: nel senso che qualunque costo sarà sempre ben speso».

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