Rassegna Stampa

«Gli americani sono carichi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2013 - Ore 13:15

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«Gli americani sono carichi»

IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) - «Gli americani hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra». A parlare è l’avvocato Mario Tonucci. Un nome che i tifosi della Roma hanno sentito migliaia di volte negli ultimi anni. Si tratta, infatti, del fondatore dello studio legale "Tonucci", di cui fa parte il consigliere della società giallorossa Mauro Baldissoni. Studio che ha curato gli interessi degli americani per l’acquisizione della quota di maggioranza dell’A.S Roma ma non solo. Il prestigioso studio romano, situato nei pressi di piazza del Popolo, infatti, nel 2008 lavorò come advaisor per la trattativa che vide il magante americano George Soros interessato sempre alla Roma. Trattativa che, però, saltò nel momento in cui fu tirata in ballo una presunta offerta da parte di uno sceicco arabo che poi si rivelò fasulla.

Oltra a fare l’avvocato, Mario Tonucci è stato presidente del Club Scherma Roma, società che ha vinto più scudetti in Italia. L’avvocato, intervistato dal sito romanewe.eu, ha parlato della società giallorossa e della trattativa che due anni fa permise a James Pallotta e co. di acquisire il club giallorosso in mano alla famiglia Sensi. Anche in quel caso, l’attività di mediazione dello studio legale romano, che dopo la vicenda Soros non smise di interessarsi delle vicende legate alla vendita della Roma, fu decisiva. «Retroscena particolari nella trattativa che ha visto il passaggio dai Sensi agli americani non ci sono stati - ha proseguito -, quando si lavora con professionisti sono poche le sorprese che ti possono capitare». Nelle ultime due stagioni, quelle con gli americani alla guida, però i risultati sportivi sono stati scarsi. Tant’è che gran parte della piazza non è più disposta ad aspettare in silenzio. Annate che, assicura l’avvocato, non sono piaciute neanche a Pallotta e soci: «Non sono sicuramente contentissimi di queste due stagioni - le sue parole -. L’ambiente di Roma non è facile, tutt’altro ma sono carichi ancor di più a far bene. Hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra».

Oltre agli americani, però, all’interno della AS Roma c’è anche Unicredit che starebbe cercando acquirenti per la sua quota di minoranza: «È dall’inizio che la banca si è prefissata di cedere le quote che la riguardano, ma non è sicuramente ora il momento - ha spiegato Tonucci -, bisogna risollevare il club per poi dedicarsi a cercare nuovi investitori». Uno di questi potrebbe essere (secondo alcuni rumors) Luca Parnasi, l’imprenditore romano incaricato di costruire, con la sua azienda di costruzioni, il nuovo stadio della Roma che a breve dovrebbe essere presentato dall’architetto Dan Meis: «Parnasi? Sono tanti gli imprenditori che vorrebbero rilevare la quota di minoranza appartente alla banca ma non tutti sono affidabili».

In ogni caso, si parla sempre di quote di minoranza e di ricerca di nuovi partner, come la proprietà americana ha sempre dichiarato fin dal momento del suo insediamento. Sicuramente non affidabile si è, invece, dimostrato il presunto sceicco Al Qaddumi che nei mesi scorsi cercò di entrare nella società giallorossa dichiarando eredità in arrivo e quant’altro. Dopo le verifiche del caso, non se ne fece nulla. «Non sappiamo perché gli americano lo hanno voluto ascoltare, forse gli hanno mostrato alcune carte e documenti in America. Per fortuna è andata diversamente...», ha concluso Tonucci

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