Rassegna Stampa

Gli ex Rudi e Luis

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-08-2015 - Ore 07:57

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Gli ex Rudi e Luis

IL MESSAGGERO - SACCA' - I campioni d’Europa e di Spagna, la quarta furia dalla Bundesliga, i campioni della Bielorussia. Ecco il Barcellona, il Bayer Leverkusen e il BateBorisov, i rivali europei della Roma di Rudi Garcia. Allo sguardo dei giallorossi si allunga così un cammino ricco di trappole, ma certo non proibitivo come accaduto un anno fa. Diversi gli incroci profumati di ricorsi: Luis Enrique ritroverà la Roma (e viceversa), Francesco Totti sfiderà Leo Messi, Leo Messi e il Barça torneranno all’Olimpico il 16 settembre, prima sfida di Champions, lo stadio in cui hanno vinto una Champions e, ancora, i tifosi romanisti accoglieranno di nuovo i riccioli del ds del Bayer, Rudi Voeller («Un girone terribilmente difficile», il suo parere). Allargando il campo dei ricordi, non si può dimenticare il duello tra Messi e il Bayer Leverkusen, un conto personale aperto nel marzo del 2012 al Camp Nou: Barcellona sette, Bayer uno, cinque gol di Leo, due di Tello, uno di Bellarabi. In tema di precedenti, va registrato che la Roma non ha mai giocato contro un club bielorusso, ma per due volte ha incontrato il Barça, conquistando un successo e un pari nel 2002; e il Bayer, raccogliendo un pareggio e una sconfitta nel 2004.

IL BARCELLONA: IL SOLITO MIX DI FUORICLASSE - Per definire il quadro, forse bastano due parole: Barcellona e Messi. Il Barça, semplicemente, è una delle squadre più forti del mondo, se non la più forte in assoluto. E a certificarlo provvede un oceano di titoli: solo in questo momento, per dire, la squadra di Luis Enrique è detentrice della Champions League, della Liga, della Supercoppa europea e della Copa del Rey. E, non fosse abbastanza, attende di giocare il Mondiale per club a dicembre nella speranza (o nella certezza) di potersi laureare campione del mondo. Se non altro, durante l’estate non ha potuto acquistare giocatori per via delle sanzioni della Fifa, e ha perso Pedro e capitan Xavi: ma il valore della rosa non smette di superare i confini dell’immaginazione e della meraviglia. Roba da playstation. Qui i nomi parlano da sé: Leo Messi e Iniesta, Suarez e Neymar, Piqué e Dani Alves. Tanto per capirsi, alla Roma ne basterebbe uno solo tra questi per vincere lo scudetto già ad aprile. Certo, bisogna anche sottolineare che il Barça attuale non è la magnifica creatura disegnata da Pep Guardiola e da Tito Vilanova, eppure Luis Enrique ha saputo estrarre il meglio da ciascun giocatore e, alla fine, è riuscito ad allestire una manovra efficace, verticale, volta perfino al contropiede, e per nulla sbilanciata.

BAYER LEVERKUSEN: FORTE IN ATTACCO DEBOLE IN DIFESA - Il Bayer Leverkusen, lo si è notato nelle sfide con la Lazio, è una squadra piuttosto solida in attacco ma assai fragile in difesa. Colpita con esattezza, insomma, può andar giù rapidamente. Il dettato tattico dell’allenatore Roger Schmidt è il 4-2-3-1: dunque, ecco tra i pali un bravo portiere qual è Leno; due terzini inesperti come Hilbert e Wendell a difedere sotto le tribune; e un paio di centrali, Papadopoulos e Tah, giovani e ancora disorientati. Inmediana Kramer e Bender cuciono i reparti, tentando di alternare il respiro all’apnea, ma spesso cadono in peccati di disattenzione. In compenso, il «nostro» Donati è un’ottima alternativa difensiva. Sul fronte d’attacco, ovunque è il dominio dei trequartisti: ovvero Bellarabi, nuovo attaccante della Germania, il turco Çalhanoglu e il sudcoreano Heung-Min Son. Va sottolineato però che i pericoli maggiori li crea e li continuerà a produrre il centravanti Kiessling, il miglior marcatore in attività della Bundesliga. È lui il cuore della squadra. Nell’intelaiatura dell’organico appaiono anche l’ex romanista Jedvaj e il cileno Aranguiz, che una settimana fa si è rotto il tendine d’Achille e dovrà fermarsi per sei mesi. Nei quadri societari, infine, brilla il nome del ds Rudi Voeller, in giallorosso dal 1987 al 1992.

BATE BORISOV: ECCO I CAMPIONI DI BIELORUSSIA - Sessantatreesimo nel ranking della Uefa, il Bate Borisov è di certo la squadra più debole del girone. Partecipa alla Champions per la quinta volta nella storia, non ha mai saltato l’ostacolo dei gironi e, in particolare, stavolta è riuscito a qualificarsi grazie alla vittoria del campionato bielorusso. Per la verità la sua avventura europea in questa stagione è cominciata addirittura lo scorso 15 luglio con la sfida di andata del secondo turno eliminatorio. Così, prima di poter festeggiare l’accredito finale, il Bate ha dovuto liquidare gli irlandesi del Dundalk, gli ungheresi del Videoton e i serbi del Partizan Belgrado. Del club si conosce poco, giusto qualche elemento che affiora dal mare del web: l’allenatore, ad esempio, si chiama Alyaksandr Yermakovich, ha 40 anni, è bielorusso e guida la squadra dal 2013. Quanto alla rosa, è formata da soli giocatori bielorussi, ad eccezione del lettone Dubra, del montenegrino Nikolic e dei serbi Milunovic e Mladenovic. Tra tutti spicca Hleb, ex Arsenal, Barcellona e Stoccarda. Per i curiosi, l’acronimo Bate significa «Borisov Automobile and Tractor Electronics». Il club è stato fondato nel 1973 e rifondato nel ‘96. AnatoliKapski, classe ‘66, è il suo proprietario. Lo stadio, la Borisov Arena, può accogliere 13 mila tifosi.

Fonte: Il Messaggero - B.Saccà

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