Rassegna Stampa

Gli occhi dell’Italia sulla «riserva» Orsato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-03-2015 - Ore 08:55

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Gli occhi dell’Italia sulla «riserva» Orsato

Se non ci fosse stato l’infortunio di Rizzoli, la super sfida tra Roma e Juventus l’avrebbe vista in televisione. Invece domani sera sarà in campo, con il fischietto in bocca e gli occhi del mondo puntati addosso.

Daniele Orsato di Montecchio Maggiore arbitrerà Roma-Juventus, il match più importante della stagione calcistica italiana. Una «seconda scelta» dovuta al forfait del numero uno delle giacchette nere italiane ancora alle prese con i postumi del risentimento muscolare al polpaccio destro patito durante il primo tempo di Genoa-Fiorentina. Dopo il disastro di Gianluca Rocchi nella partita di andata finita con il successo per 3-2 dei bianconeri, infatti, il designatore Messina avrebbe di certo scelto il 43enne di Mirandola. Per evitare almeno polemiche alla vigilia, non potendo essere certo di scongiurare quelle post partita. Ma ora così è, amen.

Daniele Orsato è comunque un arbitro di prima fascia, internazionale dal 2010, anno in cui fa il suo esordio dirigendo Armenia-Slovacchia, gara valida per le qualificazioni ad Euro 2012. Per lui domani sarà la seconda direzione di un incontro tra Roma e Juventus allo stadio Olimpico (il debutto, nel dicembre 2011, terminò 1-1 con i gol di Daniele De Rossi e Giorgio Chiellini).

I precedenti con la Roma sono sedici: sette vittorie, sei pareggi e due sconfitte, entrambe con quattro gol presi dai giallorossi. Diciannove, invece, gli incontri diretti con in campo la Juventus: anche in questo caso sette vittorie, ma otto pareggi e quattro sconfitte. Va doverosamente aggiunto che i tifosi romanisti lo ricordano soprattutto per essere stato il direttore di gara della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio il 26 maggio 2013.

Per comprendere esattamente cosa attende il «fischietto» della sezione di Schio domani sera a Roma, occorre fare un passo indietro e tornare al 5 ottobre 2014. La Roma sale a Torino con la consapevolezza di potercela fare, con l’idea che sia l’anno buono per tornare a vincere il titolo nazionale. Ma al 26’ inizia la sagra degli errori dell’arbitro Gianluca Rocchi. Pirlo subisce un fallo da Totti al limite dell’area. Calcia la punizione, il pallone colpisce il braccio di Maicon a protezione del viso e fuori area. Doppio errore di valutazione del direttore di gara e rigore. Juve in vantaggio. Il match s’infiamma e diventa una caccia all’uomo senza esclusione di colpi. Pochi minuti dopo, nell’area opposta, Lichtsteiner placca il capitano giallorosso. Altro rigore, 1-1. La squadra di Garcia torna a crederci e va addirittura in vantaggio con Iturbe.

Ma il «Rocchi Horror Show» è solo all’inizio. Miralem Pjanic tocca Pogba fuori area, per tutti ma non per lui. Altro penalty, altro gol irregolare per i bianconeri. Ma il colpo di scena, come in tutti i grandi thriller arriva proprio alla scena finale. Il pallone scagliato all’ultimo respiro da Bonucci trova la rete mentre Vidal è in posizione di fuorigioco attivo proprio davanti a Skorupsky. Terzo gol più che discutibile e fine dei giochi.

A distanza di due settimane è lo stesso Rocchi, in un’intervista-confessione rilasciata a «Il processo del lunedì» a definire la sua prestazione di quella sera «non ottimale». Un’ammissione sincera, ammirevole, a memoria unica nella nostra classe arbitrale. Ripetere una prestazione così scadente appare davvero difficile ma è certo che Orsato dovrà sopportare una pressione psicologica notevole. Chi ama il calcio e non le polemiche spera di vederlo illuminato, lui che di lavoro fa l’elettricista.

Fonte: Il Tempo

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