Rassegna Stampa

Gli undici stadi per l’Olimpiade il calcio a cinque cerchi riunisce l’Italia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-12-2015 - Ore 08:02

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Gli undici stadi per l’Olimpiade il calcio a cinque cerchi riunisce l’Italia

CORRIERE DELLA SERA - MENICUCCI - Da un’estate italiana, quelle delle notti magiche del 90, a un’Olimpiade italiana. Che si disputerà (in caso di assegnazione, chiaro) al 90% a Roma, come prescrive il Cio. Ma che poi, per quanto possibile, sarà «spalmata» su tutta la penisola, da nord a sud. 
Con la vela, che si terrà (pur tra qualche mugugno: inevitabile, quando la scelta cade su un solo sito) a Cagliari. Ma soprattutto con il calcio, maschile e femminile, che finirà per toccare gran parte degli stadi principali italiani. La finale nella Capitale, in un giorno che rischia da essere talmente congestionato da richiedere l’utilizzo delle targhe alterne: la mattina la finale del calcio, il pomeriggio/tramonto la maratona (con l’idea dell’arrivo, suggestivo, all’arco di Costantino come fu per Abebe Bikila e la sua vittoria a piedi scalzi del 1960) e nella serata la cerimonia di chiusura. La finale del calcio, il meno olimpico degli sport olimpici, sarà all’Olimpico. A meno che, strada facendo, non si concretizzi il progetto (un sogno, per ora più una chimera) del nascituro stadio della Roma a Tor di Valle. Ci puntava molto l’ex sindaco Ignazio Marino, per i suoi rapporti con «l’amico americano» James Pallotta, presidente dei giallorossi. Ma con il cambio della guardia che ci sarà in Campidoglio, con le future elezioni, chissà. Poi, però, ci sono i gironi da disputare, i quarti di finale, le semifinali. E così, anche per dare una senso di coesione nazionale, Luca Cordero di Montezemolo (a capo del comitato promotore «Roma 2024») e Giovanni Malagò (presidente del Coni) ieri hanno svelato gli «undici stadi per le Olimpiadi». Si va dal rimodernato Friuli di Udine e Bentegodi di Verona fino al Barbera di Palermo, passando naturalmente per gli impianti più capienti e/o di maggiore attrattiva: lo Juventus Stadium a Torino, San Siro a Milano, il San Paolo di Napoli, il San Nicola di Bari, il Dall’Ara di Bologna, l’Artemio Franchi di Firenze, il Ferraris di Genova. Da questi, ci sarà una piccola scrematura, ma già si sa che le semifinali saranno «a Milano e Napoli». 
Mentre per lo stadio della Roma, dice Malagò, «si vedrà in corso d’opera: potrebbe tornare buono anche per il baseball e quindi va fatto». Montezemolo spiega la scelta delle città: «Questi stadi rappresentano la tradizione calcistica italiana». Alcuni, però, necessitano di inevitabili lavori: da qui al 2024, il tempo di certo non manca. «Noi siamo pronti, con un Meazza che sarà rinnovato per la finale di Champions a maggio», dice Chiara Bisconti, assessora allo Sport del Comune di Milano. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commenta: «Un’ulteriore conferma per l’apprezzamento alla nostra città». 
Il resto sono dettagli. Il tiro con l’arco sarà su via dei Fori Imperiali, per il nuoto oltre all’ipotesi Foro Italico si fa strada l’idea di un impianto (smontabile) nell’area della Nuova Fiera di Roma, sulla direttrice per Fiumicino. Mentre, per la maratona, ci sarebbe qualcosa da fare: il percorso sarebbe tutto nel centro storico, ma gli storici sampietrini (dove corse Bikila) andrebbero coperti provvisoriamente. E i romani, in genere, non la prendono bene. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - MENICUCCI

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