Rassegna Stampa

Guerra delle tv, aumenta il calcio-spezzatino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-04-2014 - Ore 10:57

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Guerra delle tv, aumenta il calcio-spezzatino

Dopo il via libera di Agcom e Antritrust, la Lega di serie A adesso potrà preparare i bandi d’asta per i diritti tv: entro aprile pronto quello che riguarda i diritti domestici, poi fra fine maggio e primi di giugno gli internazionali e infine la Coppa Italia. Adesso nelle casse della Lega entra un miliardo all’anno. La strana coppia Andrea Agnelli-Claudio Lotito ha lavorato bene ed è riuscita a farsi garantire da Infront, l’advisor, 980 milioni a stagione (dal 2015 al 2018) e un eventuale rinnovo sino al 2021 ma solo nel caso di ricavi annui di almeno un miliardo e 40 milioni. Sono cifre consistenti, di questi tempi: e rappresentano le vere entrate, sicure, per i club. Solo i diritti tv tengono in piedi il Circo del pallone, che pure perde di competitività con l’estero.

Ma torniamo ai bandi d’asta: soprattutto dai diritti internazionali, che ora consistono in soli 117 milioni annui, si potrà ottenere di più. La cifra più consistente arriva dalle pay tv: Sky (satellitare) versa 561 milioni all’anno, Mediaset (digitale) 268. Sky è seccata di dover versare molto di più della sua rivale, ma ha più prodotto, e vorrebbe l’esclusiva almeno di una delle “finestre” più importanti. Mediaset invece ha appena acquistato i diritti della Champions, pagando la bella cifra di 690 milioni per tre anni (dal 2015), soffiandoli a Sky (che ha l’Europa League). Possibile l’alleanza di Mediaset con Al Jaazera per dare l’assalto adesso al fronte italiano. Ma fra la tv berlusconiana e quella di Rupert Murdoch per ora non ci sono trattative: non è escluso comunque che possano trovare un accordo sulle Coppe europee (per Sky sarebbe un problema rinunciare alla Champions), mentre sul fronte italiano pare più difficile.

Nel bando d’asta la Lega dovrebbe offrire un prodotto più ricco: già adesso si gioca a volte dal venerdì al lunedì, ma il calcio-spezzatino potrebbe addirittura aumentare. Non con un giorno in più, non è possibile perché ci sono le Coppe europee, ma con una “finestra” in più (ora sono cinque): quella del sabato pomeriggio alle 15 o alla 16, che fa comodo alle tv, meno ai tifosi che lavorano. Ma ai club sta bene, sono tv-dipendenti ormai. I veri soldi, come detto, arrivano dalle pay. Il calcio in chiaro vale (sempre) meno con le partite spalmate in più giorni e in più orari: la Rai paga 14 milioni (radio inclusa) all’anno per le sue trasmissioni-cult della domenica. Oltre alla Coppa Italia (21 milioni), che consente ottimi ascolti negli ultimi turni, grazie anche la formula scelta della Lega. Gubitosi sarà disposto ad alzare la posta? Il dg della Rai ha appena ricordato che i Mondiali del Brasile costano 100 milioni (fra diritti e costi operativi). Ma la Rai non ha la Coppa Davis di tennis, il Sei Nazioni di rugby, il Motomondiale, eccetera. E non ha avuto le Olimpiadi di Sochi. Insomma, la tv pubblica è in crisi, e gli ascolti si fanno (anche) col prodotto come ha ricordato l’assemblea dei giornalisti che ieri ha votato (18 favorevoli, 1 contrario) uno sciopero per il 3 maggio, finale di Coppa Italia, proprio uno dei pochi prodotti importanti rimasto alla Rai…

Intanto, la Lega, oltre a preparare il bando con i suoi esperti, continua a studiare la possibilità (ora remota) di avere una sua piattaforma televisiva, il famoso Canale della Lega: ci stanno lavorando Infront con alcuni manager come Pistoni. Ma i soldi arriveranno ancora da Sky e Mediaset…

Fonte: LAREPUBBLICA.IT - BIANCHI

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