Rassegna Stampa

I conti si fanno alla fine con un derby decisivo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-05-2015 - Ore 07:31

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I conti si fanno alla fine con un derby decisivo

Il Tempo (G. Giubilo) – Controsorpasso, nel duello fratricida che la Capitale propone a un campionato, nel quale l’obiettivo rimane l’approdo alla Champions, possibilmente diretto. Ma conta fino a un certo punto, impossibile non concordare con i due tecnici, i conti si faranno alla fine, mancano ancora quattro turni. Il penultimo proporrà il derby, tradizionalmente negato ai pronostici. La Lazio è scivolata in terza posizione perché Edy Reja e la sua Atalanta hanno concesso pochissimo, ha rimediato nel finale un’acrobazia di Parolo, i suoi gol non sono mai banali. Ma Pioli ha visto le streghe in quel primo tempo in cui, dopo la zuccata vincente del vecchio Biava refrattario all’esultanza per un amore mai dimenticato, sono stati i bergamaschi a sfiorare il raddoppio. Poi però hanno pagato il debito contratto con i ritmi forsennati per un’ora, la Lazio ha preso in mano il gioco, il pari le ha reso giustizia. Prossimo appuntamento con l’Inter di Mancini, che ieri ha sbattuto sul muro del Chievo e deve ringraziare i miracoli di Handanovic se ha evitato la sconfitta. Un altro ex, insomma, di cui diffidare. Facevano conto, i tifosi biancocelesti, sulla straordinaria vena del Genoa, per tenere a distanza i rivali cittadini. Li ha dusillusi il meno atteso dei protagonisti, quel Doumbia che aveva dato il primo segno di vita della sua stagione romana avviando la larga vittoria sul Sassuolo. E stavolta ha allontanato i ricorrenti incubi dello stadio di casa, inventandosi dribbling, tackle fortunato e conclusione precisa, per avviare in discesa il cammino della sua Roma. Che soltanto nei venti minuti finali si è dovuta adeguare alla barricata per frenare l’asalto convinto dei genoani. Ma stavolta la difesa, che Garcia ha consolidato con innesti felici, ha retto l’urto, con qualche inevitabile palpito, ma blindando tre punti fondamentali. Nel recupero Florenzi, promosso fulcro del centrocampo, ha preso palla lasciando tutti per strada, il suo destro all’incrocio è valso il game over per la Roma e il suo secondo podio a seguire, sempre sul gradino più alto. Orecchie d’asino per Damato, uno deglio arbitri più scarsi del panorama nazionale. Scandaloso il giallo mancato per Rincon, già ammonito, ridicola la simulazione fischiata a Torosidis, che aveva subito netto fallo da rigore. A chiudere la domenica, a Naooli il Milan del precario Inzaghi. Dopo 45 secondi, rigore e rosso a De Sciglio, Higuain murato da Diego Lopez, poi il lungo assedio spezzato da Hamsik, dal Pipita e Gabbiadini, Napoli aggrappato al trenino Champions.

Fonte: Il Tempo (G. Giubilo)

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