Rassegna Stampa

I due sogni di Verde: salvezza e scudetto «Per me e il Frosinone un’emozione unica»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-09-2015 - Ore 07:42

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I due sogni di Verde: salvezza e scudetto «Per me e il Frosinone un’emozione unica»

GAZZETTA DELLO SPORT – D’ANGELO/ODDI - Non saranno solo in un settore ospiti ormai esaurito i tifosi romanisti a Frosinone: nella squadra del presidente Stirpe sono in tanti ad avere un legame con il club che sabato giocherà il primo derby della storia del Matusa. Uno su tutti il 19enne Daniele Verde, non l’unico ad aver giocato nella Roma, ma l’unico ad avere la possibilità di tornarci, visto che il club giallorosso lo ha ceduto in prestito. Esordio a gennaio, prova da applausi l’8 febbraio a Cagliari, con 2 assist vincenti, da marzo non ha più trovato spazio: a Frosinone cerca continuità, arriverà alla sfida con i suoi ex compagni con un pugno di minuti all’esordio col Torino, e allenamenti saltati per gli impegni con l’Under 21. 
AZZURRINO «Abbiamo iniziato nel migliore dei modi la nuova avventura - dice Verde dopo il successo sulla Slovenia - . Per me è tutto nuovo. Con Di Biagio è partito un ciclo e m i sono trasferito a Frosinone». Appunto sabato c’è il derby. «Ci penso da quando ho visto il calendario. Sarà un’emozione unica. Ritrovo Garcia e un gruppo di compagni che mi hanno aiutato a crescere. Tutti mi hanno dato consigli. Se gioco in serie A lo devo alla Roma e a Garcia». É rimasto il ragazzo acqua e sapone di Trigoria. «In allenamento darò sempre il massimo, aspettando un cenno. Se avrò delle chance farò di tutto per sfruttarle». Ha un sogno, anzi due: salvezza e scudetto. 
LA RIVINCITA Se Verde, uscito da Trigoria con tutti gli onori, vorrà ritagliarsi un posto da titolare, dovrà fare i conti con un ragazzo che invece se ne andò senza clamore, nell’estate del ’99, Luca Paganini, di secondo nome Rudolf, in omaggio al grande Nureyev, amico del padre Raffaele, grande ballerino e attore. Cresciuto nel Tor di Quinto, nei Giovanissimi della Roma era un esterno veloce e magrolino, che faticava a farsi spazio in un reparto affollatissimo, Caprari, Politano e tanti altri: andò via dopo un anno senza giocare per infortunio, con gli Allievi Regionali, l’anno successivo i suoi coetanei vinsero lo scudetto Allievi, poi quello Primavera, mentre lui ripartiva da Frosinone, facendo il pendolare per non lasciare la scuola inglese che frequentava. È rimasto tifoso romanista e ammiratore di Totti, nel mentre è diventato calciatore: segnò un gol decisivo per la promozione in B nei playoff col Pisa, ora che ha 22 anni è titolare in serie A, meglio di tutti quelli che a Trigoria giocavano al suo posto. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – D’ANGELO/ODDI

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