Rassegna Stampa

I giovani, la Roma e le partenze sofferte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-08-2015 - Ore 07:41

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I giovani, la Roma e le partenze sofferte

GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI  - Walter Sabatini per un giorno re di Facebook e Twitter: i 45 milioni, bonus esclusi, incassati dal Milan per Bertolacci e Romagnoli (14 presenze in 2 in giallorosso) hanno scatenato la fantasia dei tifosi, romanisti e no, tanto che c’era anche chi proponeva di fargli vendere la Lupa capitolina a Galliani per 30 milioni. Niente a che vedere con quanto successo esattamente 6 anni fa, quando Roma si ribellò alla cessione di Aquilani al Liverpool. Rosella Sensi aveva detto e ridetto che uno dei «tre figli della città» non si sarebbe mosso (con tanto di minaccia di querele a chi scriveva il contrario), ma alla fine i soldi dei Reds convinsero lei e Pradè, che pure fino all’ultimo cercò di resistere, a cedere. L’attuale centrocampista dello Sporting Lisbona è stata una delle prime – e vere – ferite al cuore di Bruno Conti: perché se è vero che Sabatini è il re delle cessioni, come poi è stato ribattezzato anche Pradè, visto come è andata tra Aquilani e il Liverpool, il responsabile del settore giovanile è l’uomo che ha scelto e fatto crescere calciatori che alla Roma, considerando solo quelli ceduti per una cifra dal milione di euro in poi, ne hanno fruttati oltre 80. 
DA ALBERTO AD ALESSIO Andato via Aquilani, per il club di Trigoria è stato più semplice, anche dal punto di vista affettivo, cedere i talenti cresciuti in casa. Alberto aveva dalla sua anche un tifo sincero per i colori giallorossi che gli rendeva difficile accettare la cessione, per Bertolacci e Romagnoli (il primo nella Roma non ha neanche una presenza in prima squadra) è stato più facile. Quarantacinque milioni - esclusi i bonus e il riscatto di Andrea dal Milan - sono quelli incassati da Sabatini, a cui poi vanno sommati, solo in questa sessione di mercato, i 4 spesi dal Verona per Viviani e l‘1,25 dal Sassuolo per Pellegrini. 
ADDII FRUTTIFERI E NO Andando più indietro nel tempo, se la Roma non ha preso soldi per gli addii di Rosi, Okaka e Greco, per quelli di Cerci e Galloppa (epoca Pradè) ha incassato 6,2 milioni (4 Alessio e 2,2 l’ex Parma, ora svincolato). Oltre 2,1 milioni sono poi arrivati da Bovo, 2 milioni è la cifra incassata per D’Alessandro, invece per Verre la Roma ha preso 900mila euro. 
DODICI ANNI Tra il più vecchio di questo gruppo (Bovo, classe 1983) e il più giovane (Romagnoli, 1995) ci sono 12 anni di differenza, dodici anni nei quali, più o meno in ogni stagione, il settore giovanile guidato da Conti, che però da un paio d’anni non si occupa più direttamente di Primavera e Allievi, ha sfornato talenti d’oro. A sentir lui d’oro come carattere, visto che per i giocatori cresciuti a Trigoria il campione del mondo di Nettuno spende sempre parole al miele, ma d’oro anche per quanto hanno fruttato. In tempi in cui per le società non esistono incedibili, i vivai sono pieni di stranieri dal rendimento a dir poco discutibile e i tifosi sono sempre più «commercialisti» (copyright Daniele De Rossi), un successo che vale come, e quanto, quelli in campo. E pazienza se ogni volta che va via un giovane per Conti si riapre un po’ quella ferita di 6 anni fa. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI

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