Rassegna Stampa

I grillini contro lo stadio ma il Tevere non fa paura

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-11-2014 - Ore 08:26

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I grillini contro lo stadio ma il Tevere non fa paura

«Attenzione, lo Stadio della Roma potrebbe essere costruito su terreni non sicuri dal rischio allagamenti». La denuncia viene da Daniele Frongia, consigliere comunale del Movimento 5Stelle e membro della Commissione Urbanistica che spiega: «Negli ultimi anni l’area interessata dal progetto dello Stadio ha subito modifiche nella classificazione del rischio idraulico che è un po’ “ballerina”».

Spieghiamo: nella mappatura del rischio idraulico, si usa una scala da 1 a 4, dove 1 sta per un rischio «moderato o nullo» e 4 indica il «molto elevato». Ancora Frongia: «La classificazione è passata dal livello 3 al 2 e ora al 4. Non l’intera area, sia chiaro, ma la zona dove sarà localizzato l’impianto è R3 ed è circondata da molte zone R4». Insomma, secondo le carte reperibili sul sito dell’Autorità di Bacino del Tevere, l’area «potrebbe presentare problemi. Sono state prese in esame dalla Roma – prosegue l’esponente grillino – ben 82 aree diverse. Crediamo che la scelta sia caduta sul sito sbagliato per costruire non solo lo Stadio ma, di fatto, un intero quartiere. Tant’è che, nel progetto, il campo di gioco non sarà poggiato direttamente a terra ma sarà sopraelevato mediante dei piloni, una sorta di palafitte. Questo vuole forse dire che i proponenti potrebbero essere già a conoscenza del problema? Il voto del Gruppo 5Stelle – che conta un totale di 4 consiglieri – non potrà, già solo per questo, che essere negativo».

Quali possono essere i rischi? Secondo uno studio pubblicato dalla Società Geologica Italiana, al grado di rischio 3 corrisponde la possibilità di avere «problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, l’interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale». Il rischio 4, il più elevato, corrisponde alla «perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, distruzione delle attività socio-economiche».

La replica spetta all’ingegner Carlo Ferranti, dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi dell’Autorità di Bacino del Tevere ed estensore materiale del parere che, in Conferenza di Servizi, ha dato il via libera sotto questo profilo: «Le carte presentate dai Consiglieri sono corrette. Ma, a parte il fatto che il parere l’ho firmato io e ne rispondo, quelle carte non indicano un rischio esondazione del Tevere ma fanno riferimento a problemi idraulici legati al Fosso di Vallerano. Nel parere che abbiamo portato in Conferenza di Servizi abbiamo scritto chiaramente che, secondo le mappature, il rischio proveniente dal Tevere è nullo per piene fino a caratteristiche cinquecentennali. Il rischio proviene dal Fosso e non a caso abbiamo indicato come prescrizione la sua messa in sicurezza. Poi, va considerato che stiamo parlando del progetto preliminare. Quando saranno disponibili i progetti definitivi, questi saranno valutati in Conferenza di Servizi finale, alla quale partecipa anche l’Autorità di Bacino, e in quella sede verranno esaminati con attenzione e, se il caso, corretti».

Ostenta calma olimpica anche l’assessore all’Urbanistica di Roma, Giovanni Caudo: «Posso comprendere le perplessità sollevate dai consiglieri 5Stelle. Ritengo che un parere del genere venga reso con la dovuta attenzione da parte dell’Autorità. L’analisi di dettaglio per capire se le opere di messa in sicurezza del Fosso, già inserite in delibera, saranno adeguate così come tutto il resto della progettazione, verrà esaminata alla presentazione dei progetti definitivi nella Conferenza di Servizi della Regione».

«Ma noi – ribatte Frongia – dobbiamo pronunciarci ora, sui preliminari. Ci viene chiesto di assumerci una responsabilità enorme sulla base solo di disegni su carta senza nessuna certezza specifica. Direi che è troppo per chiedere un voto favorevole».

Fonte: Il Tempo

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