Rassegna Stampa

I lunghi derby di fine campionato per la Champions e per dispetto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-05-2015 - Ore 08:32

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I lunghi derby di fine campionato per la Champions e per dispetto

CORRIERE DELLA SERA - R. PERRONE - Quanti derby ci sono in Italia? Molti, ma a fine campionato di più e non si tratta solo di quelli classici. La penultima giornata, in questo senso,propone un importante Lazio-Roma, spostato lunedì a prima sera (ore 18). Nella Capitale questa è «la partita» ma ora ci sono altri motivi di rivalità tra le due squadre: 1) la qualificazione alla Champions League; 2) i programmi per l’estate perché le ferie sarebbero danneggiate dai preliminari; 3) il primato dell’una sull’altra, che ha sempre la sua rilevanza. Stefano Pioli ritornerà al 4-2-3-1 abbandonando la difesa a tre schierata contro la Juventus nella finale di Coppa Italia. Torna Stefano Mauri, in retrovia con i bianconeri, mentre dall’altra parte Francesco Totti spera in un’altra doppietta da selfie, come all’andata, anche se la rimonta da 0-2 a 2-2, (11 gennaio), illuse i giallorossi. A meno tre dalla Juventus c’era ancora in giro qualcosa di magico. Ora rimane il meno 16 dai bianconeri e questo derby lungo due partite con la Lazio per il secondo posto. La squadra di Pioli, dopo aver accarezzato la qualificazione diretta, adesso oltre al derby con la Roma, ne vive uno a distanza con il Napoli a cui, nell’ultima giornata di serie A, dovrà rendere visita.Rafa Benitez ha i numeri per superare Pioli, proprio sul traguardo di questo derby Champions. Dovrà però vincere oggi allo Stadium, nel giorno della consegna a Madama della Coppa Scudetto. Il Napoli non passa a Torino dal 2009. La Juventus, seppure rimaneggiata (ma non troppo: ci saranno sicuramente Buffon, Marchisio, Pogba, Morata) non molla niente e soprattutto ci tiene a mantenere illibata casa sua, a fare una prestazione positiva prima dei tre giorni di vacanza concessi da Max Allegri in prospettiva Berlino. È un derby, della speranza, anche Genoa-Inter. Il Grifo crede all’ennesimo ricorso e Gianpiero Gasperini ha chiamato a raccolta, al Ferraris, anche gli infortunati. Tutti a Marassi con i tifosi in corteo. Spera anche Roberto Mancini, sebbene a meno quattro dal Genoa e con la Samp del sodale Mihajlovic in mezzo: «Siamo ancora lì, non dipende solo da noi, ma abbiamo una possibilità». Il tecnico aspetta Yaya Touré, rimpiange Dybala finito alla Juve di cui dice: «È come l’Inter cinque, sei anni fa». Questa, per la statistica, va meglio in trasferta (5 vinte delle ultime sette), non ha un derby parallelo con il Milan per il secondo anno consecutivo senza lode e senza passaporto. Il Genoa invece ce l’ha con la Sampdoria, impegnata a Empoli. Per l’Europa, ma anche se non ci fosse la licenza i tifosi genoani si potrebbero accontentare di aver «toccato» davanti ai dirimpettai.

Per questo c’è anche un derby a distanza tra Chievo e Verona: due punti separano le due squadre e con sei a disposizione e senza l’assillo della salvezza (a proposito non ci saranno sentenze all’ultima giornata, qui è tutto deciso) la corsa è a superarsi l’un l’altra. Quindi non saranno due giornate senza brividi. A parte il freddo che è ritornato tra di noi.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - R. PERRONE

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