Rassegna Stampa

I pm di Milano acquisiscono i contratti tra Infront e i club di A e B

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-01-2016 - Ore 08:27

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I pm di Milano acquisiscono i contratti tra Infront e i club di A e B

GAZZETTA DELLO SPORT- CENITI/IARIA - Altro giro, altra inchiesta, ma con il calcio sempre nel mirino. Ieri la Procura di Milano ha fatto visita nella sede di Infront Italy per acquisire tutti i contratti stipulati in questi anni con i club di Serie A, B più il Lecce. Contratti di consulenza che potrebbero nascondere uno dei reati inseguiti da mesi dalla Procura di Milano (coi pm Pellicano, Polizzi e Filippini): il possibile ostacolo all’attività degli organi di vigilanza della Figc (la Covisoc) attraverso aiuti economici, compresi quelli di un ipotetico giro di soldi di dubbia provenienza estera. Non è l’unico filone dell’indagine, l’altro punta alla presunta turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti dei diritti tv del campionato di A, quelli spartiti da Sky e Mediaset per il trienno 2015-2018 dopo una travagliata asta, con Infront a recitare il ruolo di advisor della Lega. Tra gli indagati figurano Giorgio Giovetti e Marco Giordani (dirigenti Mediaset), Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti (presidente e consiglieri di amministrazione di Infront Italy), Riccardo Silva (presidente di MP&Silva, che commercializza i diritti tv esteri della A), Enrico Preziosi (presidente Genoa), Claudio Lotito (presidente Lazio), Gianluca Paparesta (presidente Bari).

INDAGINI E MECCANISMO L’inchiesta è ritornata a far parlare di sé dopo un periodo di stasi dovuto al fatto che tramite lavoluntary disclosure le persone coinvolte nelle indagini avevano la possibilità di far rientrare i capitali dall’estero. Bogarelli, ad esempio, avrebbe aderito riportando in Italia una somma consistente, tra i 30 e i 40 milioni di euro. Ieri la stessa Infront, da noi interpellata, ha confermato la visita della Finanza nella sede italiana «al fine di acquisire ulteriori documenti e dati nell’ambito dell’inchiesta aperta a Milano il 9 ottobre 2015». Ma per i pm cosa potrebbe nascondersi dietro ai contratti coi club? Non essendoci nessuna preclusione per la sua attività di advisor, Bogarelli e company hanno nel corso degli anni stipulato accordi con varie società calcistiche, offrendo un’ampia gamma di servizi: dalla ricerca di sponsor e pubblicità alla gestione dell’hospitality negli stadi alla commercializzazione dell’archivio televisivo. Nel corso delle ultime stagioni il portafoglio di Infront si è allargato, anche in virtù della recente acquisizione della Gsport che raccoglieva la pubblicità di Fiorentina, Carpi, Cagliari, Cesena, Livorno e Pescara. Attualmente Infront gestisce (in tutto o in parte) il marketing di 12 club di A: Atalanta, Carpi, Chievo, Genoa, Fiorentina, Inter, Lazio, Milan, Palermo, Sampdoria, Verona e Udinese. E di 6 di B: Bari, Brescia, Cagliari, Cesena, Livorno e Pescara. Bogarelli commercializza inoltre i diritti d’archivio di 15 società su 20 in A: tutte tranne Empoli, Juve, Roma, Sassuolo e Torino. Quanto vale tutto questo? Per Infront si tratta di un impegno finanziario annuo di circa 100 milioni: i contratti contemplano un minimo garantito per i club, oltre a quella soglia di ricavi l’advisor inizia a guadagnarci. Tutto scritto nero su bianco nei bilanci. Secondo la Procura, però, alcuni di questi contratti nasconderebbero in realtà altro: un modo per aiutare i club in difficoltà economica. Al momento i riflettori dei pm sono puntati su Genoa e Bari, ma la mossa di ieri cambia lo scenario: per gli inquirenti ci sarebbero altre situazione sospette. E per questo hanno deciso di spulciare tutti i contratti. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT- CENITI/IARIA

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