Rassegna Stampa

I pm fanno tremare il calcio «Processate Conte e Mauri»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-02-2015 - Ore 08:16

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I pm fanno tremare il calcio «Processate Conte e Mauri»

La buona notizia per il commissario tecnico della nazionale itailana Antonio Conte è che è caduta l’iniziale accusa di associazione per delinquere. Quella cattiva è che i pm di Cremona lo vogliono ugualmente sotto processo per frode sportiva in relazione a presunte combine ai tempi del Siena.

Giunge così al primo giro di boa l’inchiesta che, tre anni fa, ha terremotato il mondo del calcio: 130 avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati a giocatori, faccendieri, manager e professionisti. L’allenatore azzurro (già squalificato per 4 mesi per omessa denuncia dalla giustizia sportiva) è finito nel mirino dell’autorità giudiziaria per due episodi. Nel primo (Novara-Siena del 30 aprile 2011) avrebbe comunicato ai giocatori del Siena che era stato «raggiunto dalle squadre l’accordo sul pareggio» così «condizionando il risultato». Nel secondo (Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011) l’attuale commissario tecnico avrebbe invece dato il nullaosta per lasciare la vittoria agli avversari in virtù di un accordo che il procuratore di Cremona Roberto Di Martino fa risalire ad «alcuni giorni prima della partita di ritorno», quando all’ultima giornata di campionato di serie B il Siena aveva «già conquistato la promozione in A» mentre all’Albinoleffe occorrevano punti per accedere ai «play off».

Secondo l’accusa, ci sarebbe stata una «riunione tecnica…in occasione della quale, anche a seguito del benestare di Conte, veniva presa la decisione definitiva di lasciare la vittoria all’Albinoleffe, nell’ambito di un contesto in cui si teneva conto anche del risultato della partita d’andata, vinta dal Siena». Insieme a Conte sono indagati anche il suo vice Stellini, Dario Passoni, Mirco Poloni, Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio (i pentiti dell’inchiesta), Luigi Sala, Terzi, Ferdinando Coppola, Alessio Garlini e il preparatore Savorani. Tutti avranno a disposizione 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare memorie difensive.

Tra i vip del mondo pallonaro per i quali la Procura è pronta a chiedere il rinvio a giudizio ci sono pure gli ex viola Stefano Bettarini e Mauro Bressan, Alessandro Zamperini del Modena, il tecnico dell’Atalanta Stefano Colantuono, il barese Nicola Ventola, l’ex parmense Luigi Sartor, l’ex presidente del Siena Massimo Mezzaroma, l’ex interista Fabio Galante, l’ex centravanti della Lazio Beppe Signori e il suo successore Stefano Mauri, e l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni. Per questi ultimi tre l’accusa è anche di associazione per delinquere. Al vertice della piramide, stando alle ricostruzione degli investigatori, ci sarebbero stati Tan Seet Eng, capo del gruppo di Singapore, e Almir Gegic, «cervello» del clan degli «zingari». In totale sono 18 i match sott’osservazione. Le bustarelle andavano dai 300mila euro per truccare una partita di serie A fino ai 50mila della Lega Pro passando per i 150-200 mila per la serie B.

Due i casi più eclatanti scoperti dagli inquirenti. Iniziamo dal derby pugliese Bari-Lecce del 15 maggio 2011. In quell’occasione, il difensore dei biancorossi, Andrea Masiello, arrestato il 2 aprile dell’anno successivo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, confessò di avere fatto appositamente un autogol funzionale alla vittoria di una scommessa. Masiello, appena domenica scorsa, è ritornato a giocare in serie A con la maglia dell’Atalanta. L’altro scandalo si verificò durante Cremonese-Paganese, terminata 2 a 0. Il portiere di casa, Marco Paoloni, nell’intervallo, stando alle convinzioni dei pm, avrebbe somministrato ai compagni un sedativo per peggiorarne le prestazioni in concorso con l’allibratore Erodiani e il dentista Pirani. Uno dei calciatori, Gervasoni, sarebbe poi uscito di strada con la sua auto e altri due avrebbero avuto dei malori.

Avviso di conclusione delle indagini anche per Francesco Bazzani, uno dei «mister X» dell’inchiesta. Indicato dai pm come «ampiamente introdotto nell’ambiente del Modena, assiduo frequentatore della tribuna e degli ambienti riservati ai calciatori ed agli addetti ai lavori» ma, anche del Brescia, del Milan e della Lazio. Bazzani, infatti, «attraverso Signori aveva accesso al campo di allenamento del Bologna; attraverso Baggio e Giunti ha avuto accesso al campo di allenamento e all’ambiente del Brescia; ha avuto rapporti di conoscenza con Di Biagio, attuale ct dell’under 21; ha frequentato l’ambiente del Milan e di Milanello attraverso la conoscenza di Gattuso, Brocchi, Paolo Maldini e Sebastiano Rossi». Bazzani aveva inoltre «rapporti di conoscenza con Galliani e con Tare, direttore sportivo della Lazio; ha rapporti di conoscenza con Mingazzini e Bombardini dell’Albinoleffe; Colucci e Bellucci del Modena; Brocchi e Mauri della Lazio; Terzi del Siena; D’Anna ex calciatore del Chievo». Un uomo utile per tutte le stagioni (calcistiche) in grado – per i pm – di relazionarsi con «zingari» e broker di Singapore per piazzare scommesse su risultati considerati sicuri.

Fonte: S. Di Meo-Il Tempo

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