Rassegna Stampa

I romanisti di Conte. Florenzi e non solo. Feeling con l’ex «nemico»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-09-2014 - Ore 08:27

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I romanisti di Conte. Florenzi e non solo. Feeling con l’ex «nemico»

Daniele De Rossi (ma anche Davide Astori, Mattia Destro e Alessandro Florenzi) come Francesco Totti. Non nella Roma, ma in Nazionale: dieci anni fa fu il capitano a trovare un solido e inaspettato feeling con Lippi, all’epoca c.t. con un passato juventino, oggi invece sono i suoi eredi, nonché compagni di squadra, a trovarsi a meraviglia con l’allenatore che, fino a due mesi fa, allenava la rivale di sempre. Astori non c’era, ma De Rossi, Destro e Florenzi sì: oggi non giocano in Nazionale da campioni d’Italia perché la Juve di Conte glielo ha impedito. Battendoli due volte su due in campionato. 

IL SISTEMA  I romanisti (e non solo loro) hanno sempre considerato Conte il valore aggiunto della Juventus. Lo hanno stimato, anche quando, in particolare De Rossi, facevano riferimenti, neanche troppo velati, a un «Sistema» che a loro dire nei momenti chiave era sempre a favore dei bianconeri. I compagni di Nazionale gliene parlavano bene, sono bastate due parole a Trigoria, quando il c.t. ha iniziato il tour dei raduni, per confermare le referenze. 

 POKER  Stasera in due, Astori e De Rossi, partiranno titolari, Florenzi è in rampa di lancio, Destro si candida a un ruolo nella ripresa. In questi giorni di raduno sono sempre stati protagonisti: di De Rossi è quasi inutile dire, visto che leader era e leader è rimasto, di Destro invece si può sottolineare il grande impegno messo in mostra a Coverciano. Arrivato con un sorriso grande così fresco di matrimonio, è sembrato il lontano parente di quel giocatore che, a maggio, si preparava al Mondiale con la faccia scura di chi pensava di avere il destino già segnato. Con Conte non c’è spazio per musi lunghi, servono carisma e personalità.

 

 

SERENITA’ ASTORI  Da vedere, invece, se al centro della difesa toccherà ancora all’ex Cagliari. Conte lo schiererà titolare, Garcia aspetta di capire le condizioni di Castan. Di certo Astori non solo è sereno, ma sta ritrovando quella fiducia nei propri mezzi che lo scorso anno aveva smarrito. L’esordio con la Fiorentina e il ritorno in azzurro lo hanno responsabilizzato, la fiducia dei suoi allenatori gli ha ridato grinta e smalto. E pazienza se sabato dovrà cedere il posto al rientrante Castan: nella Roma, come nell’Italia, le occasioni non mancano. 

Fonte: gasport (C. Zucchelli)

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