Rassegna Stampa

I segreti di Infront “Così la Fifa favorì la nascita del loro impero”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-10-2015 - Ore 08:39

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I segreti di Infront “Così la Fifa favorì la nascita del loro impero”

LA REPUBBLICA – LIVINI - La Fifa e i Blatter, zio e nipote, nel ruolo di burattinai. La torta miliardaria dei soldi delle tv e del business del pallone (dai Mondiali di Russia e Qatar ai campionati di Lega Pro) a fare da collante. E, attorno, una partita di giro in cui — da Ginevra a Milanello, dalle mazzette ai dirigenti della Federazione ai Caraibi fino alle miserie del Campionato italiano — si muovono spesso le stesse persone. Il calcio è malato. E l’inchiesta della magistratura sull’asta per i diritti della Serie A sarà oggi uno dei temi al centro della prima puntata della nuova stagione di “Report”, la trasmissione di Milena Gabanelli, dedicata alla ragnatela di interessi che ruotano attorno allo sport più popolare del mondo: da quelli planetari costati il posto a Joseph Blatter e a Michel Platini ai guai di casa nostra. Dove un centro di potere cementato attorno alla Infront di Marco Bogarelli e al tandem Adriano Galliani- Claudio Lotito in Lega ha occupato tutte le poltrone dove si decide il futuro — e passano i quattrini — dei club tricolori. A raccontare a Report come è nato il fenomeno Infront — gestita dal nipote di Blatter e finita ora nell’orbita della cinese Wanda — è Daniel Beauvois — ex amministratore delegato della Isl, l’azienda che fino al 2001 ha gestito la miniera d’oro dei diritti tv. Il business, il manager lo dice chiaramente, si fonda sulle mazzette, girate anche a dirigenti Fifa «all’epoca legali in Svizzera». Quell’anno Isl era in difficoltà. «La Federazione invece di aiutarci ci ha detto che l’operazione volevano farla loro», accusa Beauvois. E poco dopo — previo un breve passaggio dei diritti al tyccon tedesco Leo Kirch — è nata dal nulla la Infront, che ha ottenuto subito i diritti per i mondiali di Corea e Francia.

Tutto torna, nella storia del calcio mondiale. I soldi, le persone, gli interessi, i metodi disinvolti. Anche in Italia. Kirch era alleato di Mediaset. I soldi con cui è nata Infront, racconta “Report” arrivavano da Saleh Kamel, miliardario saudita in affari con Tarak Ben Ammar (a sua volta socio di Kirch e da sempre vicino alla famiglia Berlusconi) e da Louis Dreyfuss, patron di Adidas, l’uomo “che pagava lo stipendio a Blatter”, sostiene Beauvois, prima che diventasse presidente della Federazione.

Bogarelli (ex consigliere di Milan Channel) è oggi il numero due dell’azienda e assieme a un gruppo di manager cresciuti alla scuola manageriale del Biscione è diventato in pochi anni il vero grande fratello del calcio italiano, sfruttando abilmente il ruolo di advisor della Lega. Gestisce la vendita dei diritti tv, che garantiscono buona parte delle entrate dei club di Serie A, magari dando un aiutino a Mediaset quando — come nell’ultima asta — il risultato non la soddisfa. Cura il marketing di 11 squadre della massima serie. Gestisce la regia delle immagini, è in trattativa per fare da consulente per la costruzione di stadi, ha un contratto di advisor per lanciare la tv della Lega.

Una girandola di ruoli, spesso in conflitto di interesse, che lo vede pure titolare dei diritti d’archivio di quasi tutto il Campionato («abbiamo una commissione del 25%», ammette Bogarelli a “Report”) e consulente per “Gazzetta tv”, la nuova televisione sportiva del gruppo Rcs.

Il controllo finanziario del team di Bogarelli sul pallone italiano è così ferreo. Quasi il 70% delle entrate della Serie A, ormai, le procura lui. E a garantirloin Lega è un centro di potere che ruota attorno al presidente della Lazio Claudio Lotito e all’ad del Milan Adriano Galliani. I ruoli sono chiari: Infront mette i soldi, il gatto e la volpe del calcio tricolore li usano per consolidare il loro ruolo. Utilizzandoli come strumento di pressione ogni volta che ci sono da nominare i vertici del calcio tricolore. Aprendo i rubinetti del denaro per i fedelissimi e minacciando di chiuderli per chi prova a mettersi di traverso.

Fonte: LA REPUBBLICA – LIVINI

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