Rassegna Stampa

Iago-Castan. Che voglia di vendetta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-09-2016 - Ore 08:38

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Iago-Castan. Che voglia di vendetta

TUTTOSPORT - BARETTI – Sarà un caso, ma si stenta a crederlo: l’unica vittoria centrata dal Torino in questa fase embrionale del campionato è arrivata quando Sinisa Mihajlovic ha potuto schierare dall’inizio Castan, Iago Falque e Ljajic. Vero altresì che il 5-1 al Bologna è maturato dopo che il serbo è uscito (Ljajic è stato sostituito per infortunio da Martinez al 26’, la prima rete granata griffata Belotti è arrivata al 28’). Ora, dopo il doppio 0-0 centrato dal Toro, in casa contro l’Empoli con Iago e Castan in campo e a Pescara senza nessuno dei tre ex giallorossi, in vista della sfida di domenica contro la Roma il tecnico granata ha la certezza di poter utilizzare il brasiliano e lo spagnolo, e spera con tutte le sue forze di portare almeno in panchina l’ex fantasista pure dell’Inter.

SOLUZIONE BOYE’ – Questa volta non è solo l’aspetto tecnico, a poter fare la differenza, contro la squadra di Spalletti i tre ex romanisti sarebbero motivati anche dall’orgoglio, dalla voglia di dimostrare che la Roma si è sbagliata a scaricarli, e che il Torino è la squadra giusta per ribadire con forza il loro valore. Condizionale che si impone, tuttavia, dal momento che non sia ha ancora certezza circa la presenza di Ljajic nell’elenco dei convocati, in vista della prova di domani all’ora di pranzo. Sta lottando in ogni modo, il serbo, per guadagnarsi la chance di scendere in campo fosse anche solo per uno spezzone di partita contro la Roma. Ieri, con la seduta sempre programmata da Mihajlovic all’ora di pranzo, ha però nuovamente lavorato a parte. Sarà a questo punto decisivo l’allenamento odierno, con il serbo che proverà a forzare e, anche dopo il parere dei medici, potrà sapere se il suo nome comparirà nell’elenco dei convocati. Per dare un’idea delle condizioni di Ljajic, però, va purtroppo detto che in linea generale Andrea Belotti, portato in panchina da Mihajlovic a Pescara, nei giorni immmediatamente precedenti la trasferta dell’Adriatico stava meglio del compagno di reparto. Ljajic che dovrebbe essere sostituito da Lucas Boyé, nelle ultime sfide decisamente più in palla rispetto a Josef Martinez. Senza il pupillo del tecnico granata, che in estate si è speso in prima persona per vincerne i tentennamenti e condurlo alla Sisport, la fame di vendetta nei confronti della Roma potrà essere soddisfatta “solo” da Castan e Iago. Due che hanno motivi diversi, ma assai legittimi, per moltiplicare le forze nella gara di domani. Lo spagnolo è arrivato nella capitale sull’onda dell’ottimo campionato disputato la stagione precedente nel Genoa. Ma se in rossoblù Iago Falque aveva chiuso il campionato a quota 13 reti, nella Roma la sua verve offensiva ha finito per essere soffocata: un po’ a causa della forte concorrenza, arrivata dai vari Salah, Perotti e pure Totti, un po’ perché in giallorosso è stato utilizzato in ruoli non congeniali alle sue caratteristiche, sta di fatto che a Roma il numero di gol messi a segno si è decisamente ridotto: appena due, in 22 presenze, i gol segnati nel campionato scorso dall’iberico.

FRECCE ALL’ARCO – Castan, invece, a Roma aveva trovato il suo ruolo perfetto: atterrato nella Capitale nel 2012, il brasiliano ha disputato le prime due annate da assoluto protagonista (grazie alle prestazioni offerte nella prima gli si erano spalancate le porte della Nazionale, mentre nella seconda, in tandem con l’attuale bianconero Medhi Benatia, aveva composto una coppia di centrali difensivi di livello internazionale). L’ascesa dell’ex Corinthians, è storia nota, si era interrotta soltanto a causa del delicato intervento chirurgico al quale si era dovuto sottoporre per asciugare un cavernoma. Curiosamente domani agirà in coppia con Cesare Bovo, nato a Roma, nelle fila dei giallorossi calcisticamente cresciuto e protagonista in 36 gare con la squadra capitolina nel 2005-06. Iago e Castan, Bovo e magari Ljajic, tutte frecce al veleno all’arco di Mihajlovic. A sua volta, da calciatore, portato in Italia (era l’estate ‘92) proprio dalla Roma.

Fonte: Tuttosport - Baretti

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