Rassegna Stampa

Il bus di Garcia blocca il Napoli. La Roma riparte dalla difesa ma non tira più

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-12-2015 - Ore 06:50

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Il bus di Garcia blocca il Napoli. La Roma riparte dalla difesa ma non tira più

GAZZETTA DELLO SPORT - BIANCHI - Come una bella ragazza che non balla. Come un film tanto atteso che ti delude. Come le apparenze che ingannano e le aspettative che vanno in frantumi. Come le statistiche da buttare nel cestino. Come la partita che non t’aspetti. Se qualcuno si fosse sintonizzato su Napoli-Roma soltanto a 5 minuti dalla fine, avrebbe avuto l’impressione della sfida annunciata, piena di occasioni e tentativi di superarsi per non perdere troppo terreno dalla vetta. Gran legnata di Hamsik, prodezza di Szczesny. Incursione velenosa di Mertens, altra prodezza del portiere dal cognome con meno vocali al mondo. Invece sono state le uniche azioni a rete della supposta grande sfida. Le squadre da 58 gol in due, il Napoli che in campionato segnava da 25 partite di fila al San Paolo, Higuain che inseguiva il record di Maradona (9 gare di seguito in gol tra le mura amiche), la Roma che da 7 anni almeno un tiro in porta in Serie A lo faceva: ci si poteva aspettare un sacco di cose. Sono state tutte disattese. Tra Higuain e Dzeko è spuntato Szczesny, Zero gol, partita bruttina e stagionata, un punto che fa poca classifica, mentre l’Inter viaggia a ritmi diversi e si sente sempre più forte e la Juve che sorpassa proprio la Roma, urlando: stiamo arrivando. 
LA CHIAVE Un risultato che fa più male al Napoli, perché ci ha provato di più, ha sbagliato di più. Non si aspettava di dover cercare spazi al microscopio, come si deve fare quando viene a far visita una piccola. Probabile che i tifosi non siano felici di vedere una squadra che dovrebbe lottare per lo scudetto giocare da provinciale, ma Garcia deve aver raggiunto il suo obiettivo. Lui che tra l’altro ha sempre perso a Napoli senza segnare (3-0, 1-0, 2-0) ha impostato la partita per evitare danni ingenti alla classifica e irreparabili per il morale in questo delicato momento. La Roma del regale fraseggio, dei piedi buoni e della filosofia offensiva, si è piazzata con due uomini davanti alla difesa (De Rossi e Nainggolan) e un terzetto dietro Dzeko che pensava più a chiudere varchi che a far male. Pjanic guardiano di Jorginho, pensa tu: obiettivo raggiunto, l’italo brasiliano messo fuori dai giochi e l’ottimo Koulibaly alla supplenza in regia. Ma la costruzione del gioco chi la faceva? Non Iago Falque e Salah, cerotti di fascia. Così il povero bosniaco si è dannato su lanci lunghi senza prospettive. Però il tecnico francese alla fine ha raccolto il punto voluto e ha sottolineato la prestazione della difesa tanto criticata. Vero, Manolas è stato il solito gigante e persino Rüdiger sembrava un giocatore vero. Ma ovvio che il Napoli ci ha messo del suo.Dopo la sorpresa per l’atteggiamento del rivale, bisognava cercare soluzioni. Le ha trovate in parte nella fascia sinistra, dove Ghoulam e Insigne (e poi Mertens) hanno messo in seria difficoltà Florenzi, per nulla protetto da Iago Falque. Ma Insigne, il più vivo, ha sbagliato ed è stato egoista in più di un’occasione. E Higuain, forse condizionato dall’inseguimento del record, ha pensato più a sbraitare contro i compagni rei di servirlo male che a cercare spazi e farsi trovare pronto sugli invitanti cross di Ghoulam. In generale il Napoli ha fatto un passo indietro sul piano del ritmo. Con la Roma bene messa in tutte le zone del campo e la difesa alta pronta al fuorigioco, ci volevano scambi in velocità e uomini che creassero la superiorità. Non è un caso che con Mertens per lo spento Callejon il Napoli sia diventato più pericoloso. Ma se ci mettiamo il gol annullato a De Rossi per quel cross di Rüdiger chiamato fuori dal guardalinee «per caso» Barbirati (il quarto uomo ha sostituto l’infortunato Cariolato) e che non trova risposte certe, diciamo che il pari non va così stretto al Napoli. Ha vinto ai punti, magra consolazione [...]

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - BIANCHI

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