Rassegna Stampa

Il campionato oggi candida Roma e Napoli E il Nord rischia di restare fuori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-10-2015 - Ore 07:48

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Il campionato oggi candida Roma e Napoli E il Nord rischia di restare fuori

GAZZETTA DELLO SPORT - VERNAZZA - Nuova rotta per lo scudetto . L’Inter non convince appieno per qualità di gioco, la Fiorentina è troppo bella e poco concreta, della Lazio suscita dubbi la difesa. Lo scudetto sembra affare loro, di Roma e Napoli. Un inedito, mai successo che le due grandi del centro-sud si contendessero il titolo. Unica avvertenza: la Juve ha recuperato regolarità di passo e non si può escludere che riagganci il treno di testa. La Juve resta la Juve. Oggi però la Serie A appartiene a Garcia e a Sarri, e il Nord rischia l’emarginazione. 
SIMILITUDINI Di fondo Roma e Napoli hanno strutture simili. Identici o quasi, i sistemi di gioco: 4-3-3 per tutte e due, anche se l’assetto romanista è soggetto a variabilità, tende a mutare in fase difensiva. Uguali le linee guida degli attacchi. Garcia e Sarri hanno smesso di inseguire l’utopia del falso nove o del trequartista multiuso. Il francese è uscito dall’equivoco Totti: il capitano ha capito che alla soglia dei 40 anni nessuno può pretendere di essere al centro di tutto. Sarri si è liberato dagli «empolismi», non vagheggia più Saponara o Soriano. Dispiegate le ali: Callejon e Insigne al Napoli, Gervinho e Salah alla Roma. Esterni che volano via, per servire i rispettivi centravanti, Higuain e Dzeko. Ecco, qui scatta la prima vera differenza. Higuain è capocannoniere con sette gol, Dzeko è fermo a uno, ma il bosniaco causa infortunio ha giocato meno, per cui il paragone tra i due avrà ragione d’essere più avanti. Il momentaneo miglior marcatore romanista è Salah, punta multi-uso: l’egiziano «spacca» ovunque. 
DIFFERENZE La principale diversità sta nell’atteggiamento. Il Napoli, tra le cinque oggi al vertice della Serie A più la Juve campione in carica, è la squadra che recupera palla più in alto sul campo, in media a 38 metri dalla propria porta. La Roma, in questa particolare classifica, risulta soltanto sesta, a 34 metri, nonostante abbia in squadra un formidabile pressatore e accalappiatore di palloni come Nainggolan. I migliori predatori di Sarri sono Allan, Koulibaly, Hamsik e Jorginho. Tutta la mediana del Napoli è votata alla caccia della palla, nessuno dei tre in mezzo resta a guardare. Il Napoli si difende lontano dalla porta, ma attenzione, in seconda posizione, nella classifica di cui sopra, spicca la Juve, segno che i campioni non hanno perso l’attitudine all’aggressività. La Roma a Firenze ha mostrato un volto «italianista», vecchio stampo. Segnato il gol, si è rinserrata, ha lasciato che la Fiorentina filasse la sua tela e ha puntato tutto sul contropiede. Questo non significa che la Roma non sappia imporre il suo gioco: proprio a Firenze all’inizio, prima del gol di Salah, aveva tenuto alta la linea di difesa. Però il Napoli di Sarri, per costituzione, mai si abbasserebbe a tutela di un vantaggio. Il «sarrismo» deriva dal «sacchismo». 
DISPENDIOSITA’ «Noi faremo sette partite in 21 giorni», ha detto Sarri domenica sera. Il Napoli pratica un calcio dispendioso, il suo allenatore lo sa e comincia a battere il tasto della stanchezza. Il Napoli reggerà a questi ritmi per tutta la stagione? Se sì, lo scudetto sarà suo, ma chissà se riuscirà a viaggiare sempre ad alta velocità, un periodo di «bassi» va messo in conto. C’è un dato su cui riflettere: Sarri fin qui ha utilizzato 18 giocatori. In campionato scarseggia il «turnover», più o meno giocano sempre gli stessi. Garcia si è servito di 25 elementi, anche se nel mazzo figura gente che non c’è più, come Ibarbo o Ljajic, però rimane l’impressione di una Roma più fornita, con maggiori alternative, e in attesa di riavere Strootman. Sarri si lamenta per il doppio impegno, ma un conto è affrontare l’Europa League e un altro misurarsi in Champions come la Roma. Sotto tale aspetto, Garcia potrebbe avere grossi problemi, l’eliminazione dalla Champions creerebbe contraccolpi di ogni genere. 
CONCLUSIONI Per lo scontro diretto c’è tempo, Napoli e Roma si affronteranno al San Paolo domenica 13 dicembre alle ore 18. Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, molto amata a Napoli, in particolare nell’omonimo borgo marinaro, davanti a Castel dell’Ovo. Santa Lucia è anche il titolo di una famosa canzone napoletana. Insomma, i romanisti tocchino ferro. Religione e folclore a parte, non possiamo sapere oggi come arriveranno Napoli e Roma al 13 dicembre fatidico. Un anno fa al San Paolo, il 1° novembre 2014, Garcia prese una ripassata memorabile dal Napoli di Benitez: sconfitta per 2-0 e sottomissione costante. Il francese si rifece nel ritorno. Napoli-Roma sarà uno snodo cruciale del campionato e deciderà un pezzo di lotta scudetto. Nell’attesa bisogna rispondere alla grande domanda: ha più possibilità di vincere il campionato il Napoli o la Roma? Oggi come oggi diciamo Napoli, perché sprigiona una forza a tratti inarrestabile, come negli ultimi anni soltanto la Juve di Conte aveva mostrato. Il Napoli dell’ultimo mese e mezzo è una squadra che rende sudditi gli avversari e che non dà tregua. La Roma va a ondate, è alterna e smorzata dalla risacca. Impressioni transitorie di fine ottobre, a 29 giornate dalla fine tutto resta possibile. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - VERNAZZA

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