Rassegna Stampa

Il cielo sopra Torino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-10-2014 - Ore 08:29

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Il cielo sopra Torino

Juve-Roma, meno uno. Niente alchimia, niente alta strategia da allenatori: alla vigilia si può fantasticare di uno contro uno, aprire infinite discussioni sul diverso impatto di Pogba e Pjanic, litigare per mezz’ora se sia meglio Tevez o Totti. Il mix di stelle è di altissimo livello, da quarto di finale di Champions. «Il cielo su Torino », cantavano i Subsonica, torinesi. «Per aspera, ad astra», commenterebbe Lotito. «Attraverso le difficoltà, si arriva alle stelle». La partita in effetti potrebbe anche andare così: una squadra va in crisi, prende gol e poi ribalta tutto con due giocate dei campioni. Succedesse, sarebbero questi.

Chiellini-Manolas In rappresentanza della difesa, i due fisici bestiali: Chiellini contro Manolas. Le cifre del primo mese (abbondante) di campionato dicono che il greco è partito meglio: ha quasi un punto di vantaggio nelle pagelle Gazzetta ed è in vantaggio al crash test dei contrasti vinti: 1,67 contro 1,2. In estate Kostas, quando ha firmato per la Roma, ha detto: «Ho avuto offerte da grandi club, inclusa la Juventus ». Sarebbe stata una coppia da «vietato l’accesso »: Manolas all’Olympiacos ha giocato con una mascella rotta e Chiellini non avrebbe problemi a fare lo stesso, anche se più che altro a giugno è andato vicino a far saltare la dentatura di Suarez. Dettaglio numerico: i 74 passaggi a partita di Chiellini segnalano sia il grande uso del «giro-palla» di Allegri, che comincia l’azione dalla difesa, sia la tendenza delle avversarie a lasciar giocare lui piuttosto che Bonucci o Marchisio.

Lichtsteiner-Maicon Fascia destra contro fascia destra, le preferite di Juve e Roma. I numeri qui pesano. Lichtsteiner crossa di più (4.51 contro 2,87 a partita), Maicon è in vantaggio per contrasti – dato piuttosto illogico, da verificare tra qualche settimana – e per occasioni create. Non solo, sono i primi due difensori per passaggi nella trequarti avversaria in campionato: Lichtsteiner 98, Maicon 77. Così tanti che il termine «difensore» diventa riduttivo, almeno per lo svizzero: con Allegri gioca più avanti di Evra e la rilevazione della sua posizione media lo posiziona abbondantemente oltre la metà campo. Esterni non certo difensivi come Basta, Antonelli e Vrsaljko non possono dire lo stesso. Chi non ama i numeri apprezzerà il confronto di stili: Lichtsteiner ha la faccia da soldato dei reparti speciali, Maicon viene da settimane agitate per l’allontanamento dal ritiro del Brasile. Ha detto Dunga: «Se rivelassi il problema d’indisciplina di Maicon e poi lui perdesse il contratto con la Roma o con lo sponsor, la colpa sarebbe mia».

Marchisio-Keita Centrali di centrocampo, riserve ad agosto e titolari a settembre. Due tipi opposti per percorso: Marchisio ha sposato la figlia di un ex Primavera del Torino ma sostanzialmente è juventino da quando ha iniziato. Ha fatto anche il raccattapalle, compreso il giorno in cui Maspero scavò la buca che fece sbagliare il rigore a Salas nel derby. Keita ha uno zio Pallone d’oro africano e ha girato il mondo, Cina compresa. Nella tappa a Barcellona, ha accumulato oggetti preziosi: due Champions, due Mondiali per club, tre campionati spagnoli e argenteria varia. Guardiola lo chiamava «la coscienza del Barça» e in due mesi sembra entrato anche nell’anima della Roma: tocca 106 palloni a partita e ne sbaglia meno di 8 su 100. Marchisio ha ovviamente più passo, è più pericoloso e crea più occasioni: 0,86 a partita.

Vidal-Nainggolan Stelle come se fosse San Lorenzo. Qual è stato il primo tatuaggio di Radja? Una stella. Che cosa si è disegnato Vidal sotto un orecchio? Una stella. In più, le creste. Per Vidal corta, corta con strisce laterali, corta con striature, più alta con tre stelle sul lato (in quel caso, vale parlare di costellazione). Per Nainggolan corta, corta con raggi laterali, gialla, rossa (non giallorossa, almeno per ora) e argentata. Nel complesso, c’è una definizione facile ma efficace: due guerrieri. Storie di famiglie tutto tranne che ricche. Riana, sorella di Radja, ha detto che in famiglia non c’erano soldi e mamma Nainggolan ha fatto un miracolo. Jaqueline, mamma di Arturo, ha raccontato di quando il figlio l’ha vista sfinita e le ha promesso un futuro migliore. A settembre, Nainggolan meglio per rendimento: solo un gol ma voti più alti e più coinvolgimento: 101 palloni giocati contro 80.

Pogba-Pjanic Benvenuti al reparto creativi. Ragazzi contesi da sempre. Pjanic giocava per il Lussemburgo, poi si ricordò di quando era stato per 20 ore su un pullman per vedere Bosnia- Danimarca e decise: bosniaco. Pogba ha fratelli che giocano per la Guinea ma ha scelto facile: Francia. Ovviamente diversi: Pjanic tocca molti più palloni (113 contro 72), Pogba recupera di più. Punti di contatto, tra gli altri: il tiro superlusso e il coraggio con gli allenatori. Pogba allo United veniva chiamato «Nelson Mandela» per essere andato contro Ferguson, Pjanic ha parlato benissimo di Luis Enrique in tempi non sospetti. Quiz: chi dei due aveva come idolo Zidane? Risposta con sorpresa: Pjanic. Il piccolo Paul stava con Kakà e Djibril Cisse.

Tevez-Totti Dieci contro dieci, le due facce sulla copertina. Totti ha piazzato il colpo a effetto a Manchester, ma l’inizio migliore è di Tevez: 6 gol totali, 7,25 di media voto e quasi 2 tiri in porta a partita in A. Fanno lavori diversi: Totti finto centravanti che manda tutti in porta, Tevez seconda punta vera che fa male in prima persona. Ha detto Paulo Roberto Falcao a marzo: «Totti fa la differenza per 40-50 minuti. L’unico campione internazionale in Italia è Tevez ». Opinabile. A logica avremo ancora due, forse quattro partite in cui li vedremo contro e un po’ spiace. Un trentenne e un trentottenne, mentre le stelle hanno miliardi di anni. Anche Totti, al confronto, sembra un Primavera.

Fonte: gazzetta dello sport - bianchini

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