Rassegna Stampa

Il Codice Conte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2014 - Ore 09:28

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Il Codice Conte

Telefonini silenziosi. È la prima raccomandazione di Antonio Conte. Perché è dai piccoli particolari che si giudica un allenatore, specialmente se l’allenatore in questione viene da tre scudetti di fila con la Juventus e ha intenzione di trasportare il modello bianconero anche in Nazionale. L’esordio del nuovo condottiero coincide con una sorta di rivoluzione sugli usi e costumi della casa. A qualcuno dei protagonisti, Coverciano deve sembrare una moderna cayenna: poche ore di sonno e alle 10.30 lezione tattica in aula seguita dalla dimostrazione pratica sul campo. Cinquanta minuti intensi anziché il classico defaticante del lunedì. E nel pomeriggio due ore di video prima del secondo allenamento.

 

 

Conte ha fretta e non vuol perdere neppure un minuto. «Siamo qui per provare a riportare l’Italia dove merita. Dopo il Brasile siamo la Nazionale più titolata». Pretende intensità e concentrazione. «Non ho preclusioni nei confronti di nessuno, ma non faccio regali», risponde a chi gli chiede dell’esclusione di Balotelli. Perché il concetto deve essere chiaro sin da subito: la maglia azzurra bisogna meritarsela. «E chi è qui oggi, non è detto che ci sia domani», il messaggio di benvenuto al gruppo radunato. Duro e diretto, per niente diplomatico. Come alla Juventus, dove bastava abbassare la tensione per ritrovarsi in campo a Vinovo la mattina successiva alle otto. Qui sarà la stessa musica. È il codice Conte. Gli ultimi a presentarsi, domenica notte, sono i giocatori di Torino e Inter, arrivati alle due del mattino. Alle 10.30 tutti in campo senza sconti. «Perché il tempo stringe e giovedì sera c’è l’amichevole con l’Olanda».Conte avrebbe preferito un debutto più morbido, ma non si nasconde. L’idea è trasmettere in fretta i suoi concetti al gruppo. Per questo, attraverso la portineria di Coverciano, invita gli addetti ai lavori ad abbassare la suoneria del telefonino durante gli allenamenti. Niente deve disturbare la concentrazione del gruppo.
L’idea tattica è chiara nella testa del manovratore: un 3-5-2 che ha il doppio obiettivo di attaccare con cinque uomini e difendere con altrettanti. Conte, nel suo primo giorno di scuola, lo spiega ai giocatori e poi anche ai giornalisti, un’ora dentro l’aula magna senza telecamere indiscrete. Lavagna, pennarello, schemi. Non vuol passare per un difensivista e intende subito mettere i puntini sulle i. «Non conta quale sia il sistema, ma con quanti giocatori si attacca».

 

 

Il problema è quanto tempo l’ex bianconero impiegherà a trasmettere i suoi concetti, movimenti, tagli, attenzione spasmodica in ogni frangente della partita. «Dobbiamo fare in fretta». Vuole l’Italia in salsa Juve già rodata il 9 a Oslo contro la Norvegia, prima tappa del cammino verso Euro 2016. «Una Nazionale orgogliosa, umile e cattiva. In dieci giorni cercheremo di fare ciò che aTorino facevamo in un mese». Tutto condensato, senza però rinunciare a niente. «È un’esperienza nuova, una sfida con me stesso. A casa pensavano di vedermi più spesso e invece mi sa che ci sarò poco». Perché manterrà un filo diretto e costante con i colleghi della serie A, guarderà tante partite, seguirà il lavoro delle nazionali giovanili (Mauro Sandreani affiancherà il confermato Maurizio Viscidi). Per adesso non ci saranno stravolgimenti sulle panchine azzurre, ma «nei prossimi 4 mesi faremo delle valutazioni sugli allenatori perché molti sono in scadenza. Non sono un tagliatore di testa. Chi merita resta, gli altri vanno fuori».
La prima giornata è lunghissima. Parla con i giocatori e con il professor Castellacci per verificare le condizioni di Osvaldo, bloccato da un problema muscolare: «Oggi decido, se Daniel dovesse tornare a casa sarebbe sostituito». Borini, Pellè e Quagliarella sono in preallarme, ancheGabbiadini. Maniacale la cura per i particolari, dalle condizioni del campo, alla dieta. Tutto deve essere come vuole lui. E Destro, che ieri si è sposato, questa mattina alle dieci dovrà essere in ritiro. In attesa del romanista, prova la prima Italia: Ranocchia, Bonucci e Chiellini davanti aBuffon; Candreva e Pasqual esterni, De Rossi regista, Parolo e Marchisio interni. In attaccoImmobile e Giovinco. Intanto Ogbonna viene convocato d’urgenza al posto di Paletta, fermato da una lombosciatalgia .

 

 

Fonte: corsera (A. Bocci)

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