Rassegna Stampa

Il consigliere Marco Pomarici: ''Occasione unica per Roma''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-07-2014 - Ore 08:39

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Il consigliere Marco Pomarici: ''Occasione unica per Roma''

«È giusto che venga valutato l’impatto sull’ambiente e la viabilità. Ma l’occasione va sfruttata. Dotare Roma, l’As Roma e i suoi tifosi di uno stadio all’avanguardia è importante». Ex presidente dell’Assemblea Capitolina, ora consigliere del Nuovo Centro Destra, Marco Pomarici è romanista. Ma stavolta è più che altro romano. Nel senso che ha a cuore gli interessi di Roma. Roma città. Le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza, e relativi titoli di giornale su una presunta “bocciatura” del progetto, lo hanno allarmato. «Se servirà, da amministratore che milita nel Nuovo Centrodestra farò l’ambasciatore dal Ministro delle Opere Pubbliche Maurizio Lupi», dice al “Romanista”.

Pomarici, qualcuno parla di “bocciatura” del progetto-stadio. Ma se le “prescrizioni al proponente dal punto di vista ambientale, paesaggistico e dei vincoli idrogeologici” – per usare le parole dell’assessore Caudo – saranno date nel corso della conferenza dei servizi del 31 luglio, non le pare prematuro parlare di “bocciatura”?
Certo che è prematuro. Bisogna aspettare la conferenza dei servizi preliminare. In quell’assise verranno analizzati i progetti e si capirà se e quali saranno le prescrizioni. Quel che appare singolare è che la Giunta Marino si sia precipitata alla presentazione dei progetti della proprietà americana con grande entusiasmo e partecipazione. Non vorrei che qualcuno avesse ceduto facilmente alla seduzione dei nastri e di una facile visibilità mediatica.

Secondo qualche esponente della maggioranza, non si ravviserebbe l’interesse pubblico. Davvero non sarebbe di interesse pubblico uno stadio che consentirebbe di dare mille posti di lavoro, di generare indotto, di riqualificare un’area deserta e di costruire uffici agevolando così – stando al piano casa – la conversione in abitazione di quelli presenti in centro?
Guardi. Roma è ferma. Il bilancio che ci accingiamo a discutere prevede, da parte della maggioranza di sinistra che guida la città, tagli indiscriminati a servizi essenziali. Non c’è traccia di opere pubbliche che possano far ripartire il tessuto produttivo del territorio. Sprecare la possibilità di creare uno stadio di caratura internazionale, posti di lavoro e una seria riqualificazione di un quadrante importante della città sarebbe davvero disdicevole.

Vede il disegno di qualcuno dietro questa campagna contro lo stadio?
Sicuramente il sindaco Marino e la maggioranza che lo sostiene. Il Partito Democratico, la compagine più forte della sua coalizione, è diviso in troppe correnti. Questo crea, di volta in volta, più di un mal di pancia in qualche componente. La divisione di una maggioranza, purtroppo, crea spesso difficoltà nell’amministrare un’istituzione. Se pensiamo poi che questa è Roma, con la sua complessità, tutto diventa più difficile.

Appena due settimane fa Marino aveva previsto 70 giorni per la discussione, invece dei 90 canonici, previsti dalla legge.Alla luce delle parole di qualche consigliere, crede che ci abbia ripensato?
La jattura Marino continua ad abbattersi contro la As Roma e i suoi tifosi. Ricordo ancora quando promise lo spogliarello in caso di vittoria dello scudetto. Sappiamo tutti, purtroppo per noi romanisti, come è andato a finire il campionato…

Qualora per assurdo non fosse comunque ravvisato l’interesse pubblico, ritiene opportuno un intervento del Governo per sbloccare l’impasse su un’opera così importante?
Per quanto mi riguarda, se servirà, da amministratore che milita nel Nuovo Centrodestra farò l’ambasciatore dal Ministro delle Opere Pubbliche Maurizio Lupi. Ripeto, quella dello stadio, nel rispetto dell’ambiente e della viabilità, è un’opera pubblica fondamentale per la nostra città.

Lei lo ha definito «una grande occasione per Roma». Lo stadio, un sogno di Dino Viola prima e della famiglia Sensi poi, potrebbe essere il passepartout per rendere la Capitale più attrattiva agli occhi dei finanziatori esteri? Potrebbe essere il segnale che anche a Roma si può adesso investire senza impantanarsi nella burocrazia?
Dino Viola prima e Franco Sensi poi compresero l’importanza di dotare la squadra di uno stadio di proprietà per garantire un presente e un futuro roseo alla squadra. La Roma quest’anno è ritornata in Champions League. Avere uno stadio moderno e funzionale di proprietà consentirebbe alla As Roma di poter esser ancora più competitiva in campo sportivo. Darebbe l’opportunità di avere in rosa un numero maggiore di campioni, con una capacità attrattiva in ambito commerciale molto più elevata. Questo permetterebbe di attrarre in città nuovi investitori internazionali e turisti “del calcio”, con un’enorme ricaduta nel settore dell’occupazione. Sarebbe un bel segnale inoltre per tutti i mercati, che vedrebbero in Roma, una piazza per fare investimenti e profitti in tempi brevi e certi.

Fonte: IL ROMANISTA

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