Rassegna Stampa

Il Faraone si prende gli applausi rossoneri «Serata indimenticabile»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-05-2016 - Ore 07:33

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Il Faraone si prende gli applausi rossoneri «Serata indimenticabile»

GAZZETTA DELLO SPORT – CALABRESI - Tra i «vergognatevi», gli «andate a lavorare» , i «tirate fuori le palle» e i «vinceremo il tricolor» a presa in giro, un applauso improvviso. San Siro per qualche secondo (e con una settimana di anticipo rispetto alla finale di Coppa Italia) è l’Olimpico, i tifosi del Milan per un attimo sembrano quelli della Roma: la curva Sud – quella rossonera – osanna Stephan El Shaarawy, che fa gol ma non esulta e si scusa. Sì, perché in una notte triste tra il risultato e il saluto ad Abbiati, un milanista applaudito c’è stato, addirittura due volte: dopo il 2-0, e ancor di più all’uscita dal campo. Sono costretti a consolarsi così, con uno che di fatto è del Milan ma dopo ieri sera è ancor più difficile che lo sia di nuovo nella prossima stagione. La Roma non può e non vuole privarsi di un giocatore scaricato dal Monaco e che in Serie A (e, di rimbalzo, in Nazionale) è riuscito a ritagliarsi di nuovo uno spazio a tempo di record. Nella notte dei Faraoni, El Shaarawy ha prima provato per rispetto ad allontanare i compagni che provavano ad abbracciarlo, poi mentre si incamminava verso la panchina (e al suo posto è entrato Emerson Palmieri, al primo gol in Serie A) ha risposto ancora a un pubblico che per quattro anni lo ha sempre rispettato, a volte idolatrato, difficilmente contestato.

CHE MEDIA Il rischio che in questi quasi cinque mesi romani El Shaarawy si prendesse i fischi non c’è mai stato: media da urlo, otto gol in 17 partite, da quello bellissimo al Frosinone all’esordio in giallorosso a quello di ieri nel suo ex stadio. Nessun giocatore del nostro campionato ad aver cambiato maglia a gennaio ha fatto meglio. Spalletti ha costruito la sua Roma attorno a lui, a Perotti (altro rinforzo invernale) e a Salah, rinunciando spesso – compreso ieri – al centravanti. Eppure, ha chiuso il campionato con il miglior attacco: 83 gol, neanche la Juve tritatutto e il Napoli di Higuain dei record sono arrivate a tanto. «Sono state emozioni fortissime – dice –. Il gol, ritrovare San Siro e lo staff, gli applausi. E’ stata una serata indimenticabile, sono contento. Ero sicuro della fiducia del mister, ancor prima di prendermi. Adesso vediamo cosa deciderà la società: devo continuare così, e ora c’è anche l’Europeo».

FAN EGIZIANI Nel primo anello verde, dalla parte in cui la Roma ha attaccato nel primo tempo, c’erano anche i ragazzi del fan club di Mohamed Salah: al gol dell’1-0, sono corsi fin sulla balaustra, maglia della Roma e bandiera egiziana ben in vista. Salah, che della Roma di quest’anno è stato il capocannoniere (14 reti, ma rispetto a El Shaarawy in un campionato intero), li ha ringraziati, proprio come ha fatto Stephan con i milanisti che lo hanno celebrato quasi come avesse ancora il rossonero addosso. Al gol del quasi connazionale El Shaarawy, gli egiziani non hanno festeggiato allo stesso modo, ma poco ci è mancato. Ad alzare il volume degli applausi, ci hanno pensato i milanisti.

Fonte: Gazzetta dello Sport - M.Calabresi

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