Rassegna Stampa

Il giorno di Ranieri «Scriviamo la storia»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-05-2016 - Ore 06:14

|
Il giorno di Ranieri «Scriviamo la storia»

IL TEMPO - VITELLI - Oggi Leicester a Manchester: se vince è campione «Ancora non ci credo che tutto questo sia vero» Insomma, una cosa tipo il Carpi che si lascia dietro di sette punti la Juve. Il Re del pallone lo incontriamo a poche ore dall’ingresso nel tunnel dell’Old Trafford, l’arena di Manchester, il sogno di ogni calciatore e allenatore. Per il Paese che lo ospita è un’icona, un mago, un mister molto british. Per noi tutti è l’orgoglio e il riscatto. «Sono momenti pazzeschi - dice a Il Tempo - non è ancora fatta, siamo alle porte della grande impresa ma dobbiamo lottare, sudare, morire sul campo, ma vincere».

Mister, ma la città è già tutta colorata di blu, come le vostre maglie. Sono pronte le strade e le piazze a lei dedicate perché il pallone è il pallone, e chissenefrega di Riccardo III. «Stiamo con i piedi per terra come lo siamo stati anche quando le cose non andavano benissimo. La pressione è altissima ma i ragazzi la reggono bene, anzi benissimo. Lo dobbiamo ai nostri tifosi, incredibili davvero. Lo dobbiamo a chi pensa che certi sogni, nel calcio, non esistono più. Le Foxes, le volpi cari miei concittadini romani, stanno realizzando qualcosa di incredibile. Lanciano un messaggio forte: abbiate coraggio, lottate e credete in voi stessi perché tutto può accadere».

Un attimo di pausa. Ranieri risponde al telefono, firma autografi, predica purudenza. Vincere con lo United significherebbe conquistare i tre punti che mancano per la matematica certezza del titolo. Nell’eventualità di pareggio o sconfitta, invece, domani sera tutti davanti alla tv per assistere al derby di Londra tra i «nemici» Chelsea e Tottenham, questi ultimi distanti sette punti e un risultato diverso dalla vittoria metterebbe la parola fine alla loro rincorsa. Se il Leicester non dovesse battere lo United e il Tottenham portasse a casa il bottino pieno, tutto sarebbe rimandato al prossimo week-end, quando Drinkwater e compagni affronteranno l’Everton in casa.

Finita la pausa. Riecco Claudio Ranieri, l’uomo del momento, l’allenatore dell’anno, il condottiero che sta per portare i suoi uomini a realizzare la più bella impresa della storia del calcio. «Ora sono tutto per voi, scusate».

Quella di ieri è stata probabilmente la vigilia più importante della sua trentennale carriera. Con quale stato d’animo l’ha trascorsa?

«Accidenti quanto sono vecchio! Fortunatamente riesco a gestire bene le emozioni e le pressioni che inevitabilmente ora ci sono. Sono molto sereno, la squadra è pronta. Ho vissuto una vigilia come tutte le altre».

Come ha passato la serata di ieri?

«In famiglia come sempre, guardando un po’ di televisione. Fa bene al mio inglese che devo ancora perfezionare».

Emozionato?

«Un pochino».

Ci saranno novità nella formazione?

«No. Schiererò gli stessi undici giocatori che hanno battuto lo Swansea City. Quindi ci saranno dall’inizio sia Schlupp sia Ulloa. Peccato non avere Jamie Vardy, il Manchester United ha una difesa molto forte, la sua velocità e i suoi spunti ci sarebbero stati molto utili».

Sfiderete un club glorioso ma in decadenza. Sarà più facile?

«No, mi aspetto un match molto complicato perché ho molto rispetto per gli uomini di Van Gaal e per una squadra così blasonata. Ma noi dobbiamo andare in campo con la stessa mentalità che ci ha accompagnato per tutta la stagione».

Come ha visto i suoi ragazzi durante la settimana?

«Hanno lavorato bene. Sono motivati ed hanno voglia di aiutarsi a vicenda. Questo mi fa essere fiducioso in vista delle ultime tre partite che ancora mancano».

La città è tutta blu. Una cosa pazzesca. Cosa ne pensa?

«È fantastico, incredibile. Ho visto che stanno anche dipingendo un murales che mi raffigura. Non ho parole per ringraziare questi tifosi, sono davvero splendidi».

Da giorni i quotidiani più importanti del pianeta parlano di lei, che effetto le fa?

«Non avrei mai pensato potesse accadere. Mi toccherà comprarli tutti per avere un ricordo e per essere certo che tutto questo sia accaduto veramente».

Quanto sente vicino il traguardo?

«L’ho già detto. È come essere protagonisti in un film di Hollywood e arrivati a questo punto vogliamo il lieto fine. Ma io dico di più, è ora di prenderci l’Oscar perché un film così chissà quando lo rivedremo più».

Fonte: IL TEMPO - VITELLI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom