Rassegna Stampa

Il “lato oscuro” di una partita di beneficenza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-12-2015 - Ore 13:09

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Il “lato oscuro” di una partita di beneficenza

IL MANIFESTO - BARILE - Vecchie «glorie». Il 25% dell'incasso di «Voi siete leggenda», iniziativa con gli ex giocatori della Roma in campo andata in scena ieri sera all'Olimpico, andranno a una onlus legata a Casapound

«Voi siete leggenda». Così s’intitolava la partita di beneficienza giocata ieri tra ex giocatori della Roma in un Olimpico finalmente pieno dopo mesi di contestazioni alla società e al prefetto Gabrielli. Ma l’importante iniziativa, organizzata dall’associazione Trentadue Onlus presieduta da Vincent Candela, ex giocatore protagonista del terzo scudetto giallorosso, nascondeva un “lato oscuro”. Tra i promotori più attivi nella costruzione dell’evento c’è infatti Paolo Alberto Faccini, ex giocatore della Roma ma soprattutto fondatore della «comunità solidarista Popoli», organizzazione sociale per anni vicina al movimento d’estrema destra Casapound. Una onlus fondata insieme al “vecchio amico” Franco Nerozzi, condannato a un anno e dieci mesi per il reclutamento di mercenari nel tentato golpe nelle isole Comore nel 2001.

L’associazione si è occupata in questi anni soprattutto di solidarietà con il popolo Karen in Birmania. Ma secondo quanto espresso dalla Procura di Verona la sua attività non si limitava all’ambito filantropico. Secondo le risultanze processuali «la Birmania è stato infatti il luogo di addestramento per un gruppo di volontari reclutati dallo stesso Nerozzi» proprio per la realizzazione del golpe alle Comore, secondo quanto riportato da un’inchiesta de L’Espresso del 2012.

«Il 25% degli introiti andranno all’iniziativa “Popoli” da me supportata, che si occupa seriamente del sociale», ha detto Faccini nella conferenza stampa di presentazione all’Olimpico. Parole — riportate dal portale Voce giallorossa – in contrasto con quanto riportato dai principali organi d’informazione, sul «ricavato interamente devoluto ai bambini che sono in difficoltà economiche e sociali, per aiutarli ad una crescita sana attraverso lo sport». Non è un caso allora che una parte della prevendita dei biglietti sia stata appaltata ad alcune sezioni di Casapound, come si legge nel sito del «Circolo futurista» di Casalbertone. E non sembrerebbe un caso neanche la rivendita, nelle sezioni di Casapound, del vino prodotto da un’altra grande gloria romanista degli anni Ottanta, Roberto Pruzzo: «Ci tenevo a dire che sono il promotore di queste due iniziative, la prima con Pruzzo, ovvero quella della presentazione del vino», avrebbe detto lo stesso Faccini. Parole che seguono in effetti l’iniziativa di presentazione del vino avvenuta l’8 dicembre proprio al «Circolo futurista» di Casalbertone, alla presenza di altri importanti ex giocatori della Roma.

Una serie di coincidenze che gettano ombre sull’intento solidale dell’iniziativa di ieri sera, capace per una volta di rimettere insieme il pubblico romanista con il suo stadio e i suoi giocatori. Difficile capire se i calciatori in campo ieri sera e i tifosi presenti fossero a conoscenza di tutti gli aspetti legati all’iniziativa. Quel che è certo è che da questa sera nelle casse di Popoli è affluito il 25% dell’incasso. Nonostante i prezzi (finalmente) popolari dell’evento, stiamo comunque parlando di decine di migliaia di euro, raccolti in un luogo pubblico e con la partecipazione di tifosi e giocatori presumibilmente ignari della faccenda, sfruttando il nome della Roma. Decisamente troppo per non preoccuparsi.

Fonte: IL MANIFESTO - BARILE

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