Rassegna Stampa

Il libro di Tavecchio alla Figc scandalizza Renzi e Delrio “E il Coni sa cosa pensiamo”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-02-2015 - Ore 10:42

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Il libro di Tavecchio alla Figc scandalizza Renzi e Delrio “E il Coni sa cosa pensiamo”

La Federcalcio rischia di restare schiacciata sotto il peso di un libro. Anzi, delle ventimila copie del libro scritto dal presidente Carlo Tavecchio. L’imbarazzante caso di quei volumi, acquistati per 107mila euro dalla Figc di cui lo stesso Tavecchio è al vertice, ha suscitato la furia del premier Matteo Renzi: «Usare i soldi pubblici in questo modo è uno scandalo», ha detto ai suoi collaboratori davanti alla notizia di quei libri, regalo di Natale per i bambini tesserati e acquistati, come sottolinea beffarda la delibera approvata dal consiglio di presidenza della Federcalcio, «a soli 5,38 euro più Iva in luogo degli 11,00 indicati dal prezzo di copertina». Ma dimenticando forse i 68,5 milioni di fondi pubblici distribuiti dal Coni al calcio nel 2014. Se in estate, di fronte a quella goffa uscita di Tavecchio dai contorni razzisti su optì pobà e le banane, aveva deciso di mordersi la lingua per non influenzare la corsa al vertice del calcio italiano, stavolta Renzi non ha fatto nulla per celare la propria rabbia. E il Palazzo ha messo in moto l’unico meccanismo possibile per far valere la propria rigidissima posizione sulla vicenda evitando però ingerenze nella vita delle federazioni nazionali, vietate dalla carta olimpica e dallo Statuto della Fifa: da Palazzo Chigi è partita una telefonata al Coni, per riferire al presidente Malagò la posizione di Renzi e del sottosegretario con delega allo Sport Graziano Delrio. Che non fatica a esprimere l’orientamento del governo sulla questione: «Noi non possiamo intervenire direttamente sulle Federazioni — spiega Delrio — la politica non ha questo potere. Ma al Coni, che è un ente vigilato dal governo, conoscono bene la mia opinione e quella di Renzi sulla vicenda dei libri». Insomma, una vera e propria richiesta indiretta di intervenire sul vertice del pallone al presidente Malagò che ieri si era limitato a dire: «È una vicenda che si poteva evitare». Superando, non c’è dubbio, il fiacco tentativo della Federcalcio di ridimensionare il tutto con un comunicato secondo cui «il comitato di presidenza non ha ravvisato alcun conflitto d’interessi» perché «il presidente Tavecchio non riceve alcun compenso sulle vendite». Dettaglio se non trascurabile certamente insufficiente a giustificare la spesa. Una scossa forte quella che arriva dalla politica, impossibile da ignorare per il numero uno dello sport italiano, e che scuote ulteriormente la già traballante leadership di Tavecchio. Una leadership compromessa dalla questione Lega Pro, alle prese con una crisi di sistema: il bilancio non approvato, la sfiducia al presidente Mario Macalli, braccio destro di Tavecchio nella corsa alla Figc, una corrente d’opposizione guidata da Gravina e Ghirelli che ha l’appoggio di 40 società su 60 e pronta a mettere in minoranza, se eletta, il presidente all’interno del Consiglio Federale. Ora la spallata di Renzi: una ulteriore pressione che difficilmente questa Federcalcio sarà in grado di sostenere.

Fonte: Goffredo De Marchis - Matteo Pinci

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giovanni 11/02/2015 - Ore 11:03

cosa aspettiamo???

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