Rassegna Stampa

Il mondo del calcio fa catenaccio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-01-2016 - Ore 09:26

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Il mondo del calcio fa catenaccio

IL TEMPO - PIERETTI - Una tempesta in un bicchier d’acqua. L’indagine Fuorigioco avviata dalla Procura di Napoli non avrà gravi conseguenze per club, dirigenti e calciatori. Il giorno successivo alle perquisizioni nella sede del Milan e di altri club coinvolti nell’inchiesta, soltanto il presidente del Palermo Maurizio Zamparini alza i toni della conversazione. «Il campionato di serie A dovrebbe essere sospeso, venerdì al prossimo Consiglio di Lega chiederò ai miei colleghi di fermare il torneo. È un’inchiesta che si basa sul nulla - continua Zamparini - nella quale non c’è nulla e che ha come unico effetto il grande impatto mediatico».

Dagli uffici di via Allegri, a margine del Consiglio Federale, il presidente Carlo Tavecchio smussa subito le spigolosità della vicenda bloccando sul nascere l’iniziativa del patron dei siciliani. «Non posso commentare dichiarazioni altrui - sottolinea il numero uno della Figc - ma il calcio italiano non ha bisogno di queste teatralità. I procuratori sono professionisti esterni, valuteremo invece le posizioni delle società e dei calciatori eventualmente implicati al termine delle procedure previste dall'ordinamento italiano. Per ora sono indagati, risponderanno dei fatti: giudicheremo quando ci saranno sentenze definitive. Il nostro interesse è difendere gli interessi dei club e dei 23 milioni di sportivi appassionati di calcio. Abbiamo fiducia totale in chi deve giudicare - conclude il presidente Tavecchio - ma voglio precisare che il calcio italiano versa un miliardo e quaranta milioni di tasse ogni anno». La classe dirigente calcistica si esprime con cauto ottimismo, sminuendo il lavoro portato avanti dalla procura di Napoli e dalle Fiamme Gialle.

Non ha voluto parlare il presidente della Lazio Lotito, il comunicato del club di martedì era chiaro: 28.000 euro complessivi di pagamenti al procuratore Moggi per gli affari Foggia e Sculli. In effetti sembra perlomeno strano che chi voglia frodare il fisco paghi attraverso un bonifico lasciando traccia. Stessa posizione anche del Napoli visto che De Laurentiis ha parlato chiaramente di «fuffa». Poche parole dal presidente di Lega Beretta: «In questo momento non è appropriato fare commenti». Tutti convinti di riuscire a dimostrare che si tratta solo di un’interpretazione discutibile di una norma esistente e nulla più anche se ci sono, in alcuni casi, molti soldi evasi al fisco italiano.

Anche l’avvocato Mattia Grassani - noto legale in ambito sportivo - tranquillizza tutti i tesserati. «Al massimo i club dovranno pagare un’ammenda - afferma - ma non ci saranno punti di penalizzazione per chi dovesse essere condannato dalla giustizia sportiva». Le società tirano un sospiro di sollievo, mentre i dirigenti - codice sportivo alla mano - dovrebbero essere inibiti per «almeno sei mesi». Anche qui, i tesserati che dovessero essere ritenuti colpevoli possono vivere sonni tranquilli. «Al massimo avranno due mesi di inibizione». Tutti colpevoli, nessun colpevole a meno che l’inchiesta non si allarghi.

Fonte: IL TEMPO - PIERETTI

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