Rassegna Stampa

Il negoziatore americano. Dopo Roma-Juve assist di Pallotta alla distensione «Un lungo respiro e stiamo calmi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-10-2014 - Ore 08:06

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Il negoziatore americano. Dopo Roma-Juve assist di Pallotta alla distensione «Un lungo respiro e stiamo calmi»

Cinque righe e un Forza Roma. Così James Pallotta ha preso l’estintore e ha provato a spengere l’incendio. Un comunicato firmato da Londra, dove peraltro il presidente della Roma si appresta a prendere la parola in un convegno insieme con il suo collega juventino Andrea Agnelli e l’interista Erick Thohir. «Dovremmo fare tutti un respiro profondo e calmarci un po’», il suo incipit. Un modo per spiazzare tutti e per spezzare una spirale pericolosa. Perché se è vero che le parole a caldo di Totti sull’invito alla Juve di «giocare un campionato a parte» non avevano certo lo stesso tono usato dal suo presidente, la controparte bianconera non aveva certo tirato il freno, dal poco diplomatico tweet di Lady Agnelli, «Spero che Totti se ne vada e che vada a giocare il suo campionato», al duro attacco di Nedved, «Non ha mai giocato in una grande squadra come la nostra». Fino al tweet notturno di Bonucci, pesantemente censurato anche da Oriali fino alle scuse ufficiali del match winner della gara di domenica. 

ORA BASTA  Ma l’invito di Pallotta è entrato nel merito degli stati d’animo scatenati dai fischi di Rocchi. «Il calcio è un gioco che va a mille all’ora e a volte emergono errori e controversie — dice ancora il presidente — questo è un discorso valido per tutti». Dove quel «tutti» sembra voler scrivere un punto a capo. Basta. Un basta generico che però comprende tutte le esasperazioni del day after, fino alla giostra delle interrogazioni parlamentari e degli esposti alla Consob che avevano riempito la giornata politica di lunedì.Insomma, Pallotta stacca la spina del frullatore di rancore messo in moto dalla battaglia dei centimetri di domenica. «In fondo siamo due grandi squadre e ci avviamo verso una rivalità che durerà a lungo. Questo non può che essere un bene per il calcio italiano». Fino a un pieno di fiducia: «Saremo sempre orgogliosi della nostra squadra. Amiamo il nostro spirito. Torneremo presto e lotteremo sempre per arrivare in alto. Cominciate ad abituarvi. Forza Roma!». 

SILENZIO JUVE  Le parole pallottiane naturalmente fanno il giro del web e sembra che a un certo punto ci possa essere una specie di pace di comunicati. Si sparge la voce nel pomeriggio che alle parole del numero uno romanista, possa corrispondere un auspicabile messaggio ufficiale della Juve che raccolga il ramoscello. Ma il club campione d’Italia preferisce evitare, negando l’esistenza di un conflitto con il club romanista. Facendo comunque filtrare l’apprezzamento per le parole di Pallotta e il fatto che i rapporti fra le due società siano da tempo ottimi, come la stessa campagna elettorale della Figc ha dimostrato. In pratica, dicono a Torino, sono state le parole di Totti ad aprire il caso, e solo con quelle se la sono presa Nedved e compagni. 

A ROMA TIFO SPACCATO  Ma il Pallotta-pensiero colpisce anche dentro casa. E il tifo romanista, almeno per una parte, fatica a digerire anche perché la linea (della prima ora) di Totti era di tutt’altro genere con l’amara dichiarazione di «non prendere in giro i tifosi, così non possiamo vincere lo scudetto». In molti invitano a leggere il Pallotta pensiero come un modo di pensare positivo, di andare avanti, di costruire al più presto la rivincita, senza rinnegare le proteste di domenica ma superandole, tanto più se pronunciate da un presidente descritto come uno dei più agitati nel post partita di Torino: raccontano che persino il suo inglese solitamente fluido fosse di difficile comprensione, tanta era la tensione di quei momenti. Altri tifosi, invece, sono scettici: così l’etere romano e i social network si sono spaccati, ieri pomeriggio. Intanto, al tentativo di Pallotta di svelenire partecipa anche l’aeroporto di Caselle. Domenica c’erano state pure le parole strafottenti pronunciate, pare da qualche ultrà juventino, dall’altoparlante al momento della partenza del volo giallorosso. In una nota la Sagat, società che gestisce l’aeroporto, ha chiarito: «Chiediamo scusa alla squadra e alla città di Roma, anche noi siamo stati vittime». 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - V.Piccioni/D.Stoppini

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