Rassegna Stampa

Il Palazzo riapre i «giochi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2013 - Ore 08:20

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Il Palazzo riapre i «giochi»

Porte aperte ai tifosi, almeno per il momento. La Corte di Giustizia Federale ha sospeso il provvedimento sanzionatorio che prevedeva un turno a porte chiuse per il Milan (da scontare il 19 ottobre contro l’Udinese) per cori di discriminazione territoriale, intonati dai supporter milanisti nel corso del match con la Juve.

 

Il ricorso del Milan è stato accolto in quanto sono necessari approfondimenti per poter giudicare e pertanto «la C.G.F. sospende, nelle more, il provvedimento sanzionatorio oggetto di reclamo».

 

Ora toccherà alla Procura fare altre indagini. Intanto, nella gara contro l’Udinese lo stadio sarà aperto, e nel frattempo è previsto un cambiamento nelle sanzioni, quindi nel peggiore dei casi dovrebbe essere chiuso solo un settore di San Siro e non tutto lo stadio. Una decisione arrivata dopo una lunga udienza (più di due ore). La difesa del Milan ha puntato, tra l’altro, sul fatto che l’arbitro non abbia sentito e refertato nulla. Le argomentazioni portate dall’avvocato rossonero, Leandro Cantamessa, hanno sortito l’effetto desiderato, instillando il dubbio nella Corte. Quindi, la conseguenza naturale di sospendere (almeno per il momento) la punizione.

 

La decisione della Corte Federale è stata accolta positivamente da più parti.Innanzitutto dal Milan: «Siamo soddisfatti», hanno fatto sapere da Milanello. Sulla vicenda si è espresso anche il vice presidente della Figc, Demetrio Albertini, a Sky Sport 24: «L’accertamento è doveroso. Credo che il rinvio arrivi per fare una verifica a 360° e per capire la sanzionabilità». Parole di soddisfazione anche dal presidente dell’Udinese Giampaolo Pozzo: «Giusto così – ha dichiarato il patron dei friulani – Volevamo San Siro aperto per Milan-Udinese perché i tifosi e gli spettatori sono l’essenza del calcio. Meglio tardi che mai. Però penso alle società che hanno pagato in precedenza con stadi o curve chiuse, come successo a Lazio e Inter (e anche Roma in occasione della prima giornata contro il Verona, ndr). Siamo contenti di batterci alla pari con la formazione rossonera. Ribadisco il mio concetto: puniamo i colpevoli, non le società».

 

In precedenza, prima del responso, aveva parlato a questo proposito anche l’amministratore delegato della Fiorentina, Sandro Mencucci. Nonostante le polemiche tra i due club della scorsa estate sulla qualificazione Champions conquistata dai rossoneri proprio a discapito della formazione di Montella, il dirigente viola ha espresso solidarietà alla società di via Turati: «Se fossimo stati nei panni del Milan avremmo fatto assolutamente ricorso: punire tutti sembra veramente eccessivo».

 

La vicenda non si ferma qui. Ora la palla passerà alla Figc: tra mercoledì e giovedì si riunirà il Consiglio federale per trovare una soluzione più consona alla normativa vigente sulla questione della discriminazione territoriale. Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete ha ribadito la sua posizione: «La sanzione per il Milan è stata sospesa in attesa di accertamenti che avranno luogo nei prossimi giorni.

 

Comunque la discriminazione territoriale è presente nel codice fin dagli anni ’80, non c’è niente di nuovo. Di innovativo c’è il sistema sanzionatorio, che è diventato più rigoroso in linea con le decisioni della Uefa. Stiamo provando insieme a contrastare il fatto che gli stadi possano diventare ostaggio di minoranze becere che determinano danni ai tifosi, alla società e all’immagine di un paese e di una città».

Fonte: Il Tempo

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