Rassegna Stampa

Il pallone italiano non rotola più

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-10-2014 - Ore 07:32

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Il pallone italiano non rotola più

Schiacciasassi in Italia, cenerentole in Europa. Divise dalle polemiche arbitrali sul territorio nazionale, Roma e Juventus si sono riscoperte sulla stessa, malandata barca in Champions League, raccogliendo rispettivamente una figuraccia mondiale e una pesante sconfitta in ottica qualificazione. Due cocenti bocciature per le regine della serie A, due inequivocabili segnali d’allarme per un calcio italiano che ormai da tempo non fa altro che raccogliere delusioni.

Fuori dal podio - Grazie ai buoni risultati ottenuti in Europa League, la spedizione tricolore nel Vecchio Continente stavolta non è partita male. Prima del terribile uno-due assestato da Bayern Monaco e Olympiacos, la claudicante serie A figurava addirittura al primo posto nella classifica stagionale stilata dall’Uefa. Un ranking fondamentale, basato sui risultati ottenuti dai club negli ultimi 5 anni. Nel maggio 2011, dodici mesi dopo l’ultima impresa targata Inter, l’Italia è scesa dal podio come non capitava dal 1984, scalzata anche dalla Germania dopo aver già lasciato le prime 2 posizioni a Spagna e Inghilterra e perdendo così un posto un Champions (non più 4 squadre ma 3) e dunque nelle coppe (non più 7 squadre ma 6).

Un declino senza fine - Da lì in avanti la discesa tricolore non si è più arrestata. Per capirne l’entità basta ripercorrere i numeri degli ultimi 25 anni: solo una volta, tra il 1989 e il 1998, l’Italia non ha avuto una rappresentante nelle finali di Coppa Campioni, poi Champions: era il 1991, la Stella Rossa batteva il Marsiglia ma certo la serie A non poteva lamentarsi, visti i quattro trionfi ottenuti in quei dieci anni. Nelle dodici edizioni successive, dunque fino al 2010, l’Italia ha potuto festeggiare «soltanto» un derby per il titolo tra Milan e Juventus (2003), altre due finali rossonere (una vinta e l’altra persa) e il ricordato trionfo dell’Inter. Nelle ultime quattro edizioni, invece, il nulla, sotto forma di tre quarti di finale (Inter, Milan e Juve) e il solo Milan agli ottavi lo scorso anno.

Allarme rosso - Ed eccoci all’attuale stagione. Fuori il Napoli nei preliminari, l’Italia si è ritrovata con due sole squadre in Champions, Juventus e Roma. Prima della lezione tedesca, i giallorossi per la verità avevano ottenuto una convincente vittoria sul Cska e un ottimo pareggio sul campo del Manchester City. Il pareggio tra russi e inglesi, oltretutto, ha mantenuto la Roma al 2° posto in classifica: per passare il turno «basterà» probabilmente vincere a Mosca e pareggiare in casa col City. Ma il discorso non cambia: il Bayern ha dimostrato di essere su un altro pianeta calcistico, così come lo è il Real Madrid. E anche Barcellona, Psg, Chelsea e Borussia Dortmund sembrano al momento fuori portata. Per la Juve il discorso è ancora più complicato: sconfitta sul campo dell’Olympiacos, la squadra di Allegri è costretta a battere i greci in modo convincente al ritorno e poi espugnare il campo del Malmoe per non arrivare alla sfida con l’Atletico con un solo risultato a disposizione. Il rischio di finire fuori un’altra volta al primo turno è concreto: per i campioni d’Italia sarebbe l’ennesima, pesante bocciatura.

L’analisi di Malagò - «Oggi le squadre migliori in Italia non lo sono in Europa: il problema è complesso, bisogna correre ai ripari con un progetto di medio-lungo termine come hanno fatto in Germania». Il consiglio porta la firma del presidente del Coni Giovanni Malagò, pronto tra l’altro a tagliare i fondi destinati al calcio (dagli attuali 62 milioni a stagione si potrebbe passare a circa 40: oggi il Consiglio Figc ne discute in vista della decisione del Comitato Olimpico), ma ottimista sul passaggio del turno delle due squadre italiane. «Sarebbe importante perché dagli ottavi te la puoi giocare in modo diverso». Una piccola speranza durante una tempesta in mare aperto: per ora la barca italiana resta a galla, ma per non affondare bisogna invertire la rotta in fretta.

Fonte: IL TEMPO - PALIZZOTTO

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