Rassegna Stampa

Il paragone con Nesta e quei segni del destino Coi rossoneri l’esordio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-07-2015 - Ore 07:22

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Il paragone con Nesta e quei segni del destino Coi rossoneri l’esordio

GAZZETTA DELLO SPORT – D’ANGELO  - Chi crede nei segni, non potrà fare altro che confermare. Alessio Romagnoli è un predestinato. Lo pensava Montella, suo allenatore ai tempi dei Giovanissimi della Roma. Ne era convinto Zeman, che nella sua ultima parentesi in giallorosso sognava una coppia giovanissima di centrali Marquinhos-Romagnoli (rispettivamente classe ’94 e ’95) per il futuro della Roma. C’è qualcosa di magico attorno al centrale della Roma, capace di segnare alla prima da titolare in Serie A all’Olimpico, contro il Genoa, il 3 marzo 2013: angolo di Totti, stacco vincente di Romagnoli e Olimpico in delirio. Assist di chi la storia della Roma l’ha scritta a suon di gol, rete di quello che per molti sarebbe diventato il nuovo capitan futuro. E invece dopo un anno da titolare in prestito alla Sampdoria e un Europeo Under 21 da protagonista, le strade di Romagnoli e della Roma potrebbero anche separarsi. Romagnoli è il primo nome della lista del Milan di Mihajlovic. 
INVESTITURA Ed ecco che ritornano i segni. Perché contro il Milan, Romagnoli ha debuttato in A nel dicembre 2012 a soli 17 anni. Perché l’anno della consacrazione nel grande calcio l’ha vissuta proprio con Mihajlovic in panchina alla Sampdoria e perché Sinisa è stato a lungo la spalla nella Lazio del suo grande idolo: Alessandro Nesta. Nessun parere può essere più autorevole di quello di Mihajlovic nel paragone, forse azzardato, tra Nesta e Romagnoli. E a domanda, Sinisa ha risposto senza esitare: «Alessio ha tutto per essere il nuovo Nesta». Un’investitura pesante, resa ancora più credibile però dalle parole del c.t. dell’Under 21 Gigi Di Biagio: «Romagnoli tecnicamente forse è addirittura superiore al Nesta ventenne», disse Di Biagio durante un forum nella redazione della Gazzetta. 
PURE TERZINO Romagnoli, di cui a Trigoria si accorsero a tal punto da fargli firmare il primo contratto da professionista a neanche 16 anni, quando ovviamente Alessio giocava sotto età, non è tipo da voli pindarici, però non deve essere stato facile restare con i piedi per terra anche dopo parole così gratificanti. Di certo non gli manca la personalità. Ed è per questo che Mihajlovic vuole far di tutto per metterlo al centro del nuovo progetto Milan. Come accadde con Nesta agli inizi del nuovo secolo: il suo trasferimento dalla Lazio al rossonero segnò l’inizio di un nuovo corso vincente dell’era Berlusconi. Il parallelo con gli inizi della carriera di Nesta quasi spaventa per le tante analogie. Nesta debuttò nel 1994 nella Lazio di Zoff ed entrò in pianta stabile in prima squadra l’anno seguente con Zeman in panchina. E lo stesso boemo ha lanciato Romagnoli in prima squadra alla Roma. Nesta, difensore centrale, debuttò in A da terzino destro; Romagnoli, per trovare spazio con la Roma di Garcia si scoprì affidabile terzino sinistro. 
PASSIONI Romagnoli è sempre andato di fretta, bruciando le tappe. Dalle giovanili della Roma fino alle Under nazionali. L’ha scoperto Bruno Conti, idolo della Roma e di Nettuno, proprio come Romagnoli. Che per le prime stagioni in giallorosso faceva avanti e indietro accompagnato sempre dal fratello maggiore. A casa ha una Vespa rossa, perché ama le moto e ha una passione smisurata per Valentino Rossi (per questo ha sempre scelto il numero 46), altro suo mito, come Federer. Come molti nativi digitali, Alessio è un tipo abbastanza legato ai social. E proprio tra le foto di Instagram è possibile scoprire la passione per i cani. Ha un labrador bellissimo, Romagnoli: si chiama Carlotta ed è figlia di una cucciolata d’arte, visto che i genitori vivono a casa Totti. Un altro incrocio strano o un’ulteriore conferma di quanto la carriera di Romagnoli sia fatta di piccoli, ma significativi, segni. Totti proverà a convincerlo a restare a Roma. Ma forse sarà più allettante sfidare il passato rossonero di Nesta e provare a fare meglio. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – D’ANGELO

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