Rassegna Stampa

Il prefetto Pecoraro: “Io dimettermi? Mai. Lo sfregio ai monumenti è stato una casualità”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-02-2015 - Ore 11:37

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Il prefetto Pecoraro: “Io dimettermi? Mai. Lo sfregio ai monumenti è stato una casualità”

Prefetto Giuseppe Pecoraro, sono due giorni che il sindaco Marino chiede le sue dimissioni per una inadeguata gestione dell’ordine pubblico a Roma. Si dimette?

«Fino a prova contraria a decidere sul mio operato, e sulla mia eventuale inadeguatezza, non è un sindaco, ma un governo. Comunque no. Non mi dimetto. Quanto dichiarato dal sindaco è stato quantomeno intempestivo».

Intempestivo? I tifosi olandesi hanno distrutto una delle piazze più belle del mondo, prefetto.

«Io ho sempre evitato, nella mia carriera, di fare dichiarazioni nel corso di manifestazioni o operazioni di polizia, per non determinare scoramento o reazioni incontrollate determinati o dalla mala interpretazione delle parole o da una parziale conoscenza dei fatti. Le dichiarazioni andrebbero fatte al termine degli eventi in modo tale da avere conoscenze del quadro generale».

Parlare di guerriglia urbana, alla luce di quanto accaduto, è eccessivo secondo lei?

«Un monumento danneggiato, 18 feriti, 33 arresti (in due giorni), niente accaduto prima, durante e dopo il match all’Olimpico: questo il bilancio, la definizione non mi interessa».

Nulla da rimproverarsi, dunque, sulla gestione dell’ordine pubblico?

«Certamente abbiamo operato al meglio possibile. Una premessa però è d’obbligo: l’ordine pubblico è un argomento molto delicato e ogni manifestazione e operazione fa storia a sé. Si possono mettere in campo le migliori professionalità e il massimo impegno, ma non si può mai escludere che episodi spiacevoli possano verificarsi».

Di quali informazioni disponevate e come si sono tradotte a livello operativo?

«Sapevamo dell’arrivo di 6000 tifosi con regolare biglietto. Negli ultimi tempi non risultano incidenti provocati da quella tifoseria, né la Uefa ha segnalato particolari criticità, se non l’arrivo a Roma di circa 500 olandesi senza biglietto, il che non è un dato che di per sé desta allarme né un indicatore di tifoseria violenta. Per cui abbiamo disposto sul campo 1.800 agenti a presidio delle piazze e per lo stadio. Inoltre ho firmato l’ordinanza che anticipava alle 19 il divieto di vendere alcolici nei locali nel centro storico».

Veniamo a martedì: Campo de’ Fiori sotto attacco.

«Gli episodi di Campo de’ Fiori, proprio perché la polizia era presente, sono stati fronteggiati con forza e determinazione, tanto che 23 persone sono state arrestate e mandate in carcere subito».

Però la mattina dopo quella scena si è ripetuta in Piazza di Spagna e ora ci si chiede come sia stato possibile.

«L’ordine pubblico, come ho già detto, è un argomento delicato e il suo mantenimento significa evitare lesioni a uomini e cose. Per uomini intendo le persone coinvolte, come i comuni cittadini, i manifestanti e gli operatori di polizia. Per cose i beni pubblici e privati appartenenti alla città. Cittadini estranei alle tifoserie non sono stati feriti, solo 5 tifosi e 13 agenti».

Ma è stato danneggiato irreparabilmente un monumento nazionale.

«Il danneggiamento della Barcaccia è un fatto gravissimo. Ma non avendo avuto informazioni su un possibile attacco delle tifoserie ai monumenti, ritengo sia un fatto assolutamente casuale. Grave ma casuale, nel senso che gli scontri sono avvenuti lì e quel monumento ne ha subito le conseguenze».

Fonte: LA REPUBBLICA - ANGELI

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