Rassegna Stampa

«Il preliminare è un vantaggio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-05-2016 - Ore 06:35

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«Il preliminare è un vantaggio»

CORRIERE DELLA SERA – VALDISERRI - Finire questo campionato nella maniera migliore per mettere un’ipoteca su quello che verrà. La rivoluzione culturale che Luciano Spalletti vuole portare alla Roma passa anche da partite che, come quella di stasera contro il Milan, sembrano meno importanti di altre. Il terzo posto è già in cassaforte, per il secondo ci vorrebbe un miracolo. E cioè che il Frosinone già retrocesso fermasse il Napoli al San Paolo.

Ma l’allenatore non chiede ai suoi giocatori il massimo (soltanto) per l’infinitesimale speranza che rimane. Lo fa per costruire la mentalità giusta: «Abbiamo fatto una grande stagione, concludiamola come si deve». Con postilla sui comportamenti giusti anche se il campionato si chiude domani sera: «Si ragiona nella maniera corretta, compreso il ritorno. Perché dopo la partita si ritorna a Roma, non si rimane a Milano». Nella stagione scorsa la Roma di Garcia arrivò al secondo posto, ma proprio alla vigilia dell’ultima giornata l’allenatore francese parlò di «un gap con la Juve che non può che crescere» e di una Roma che «prima di comprare deve vendere». Spalletti non fa confronti con il passato, ma di sicuro ha tracciato una linea dalla quale non si torna indietro. Basta sentire come affronta il problema del preliminare di Champions a metà agosto: «Per me ci dà un vantaggio. Perché si giocano subito le partite vere, avendo un termometro della situazione reale, si comincia a vedere con che testa si affrontano i periodi. Non verremo a rotolarci sull’erbetta del campo, verremo a lavorare sodo. Meglio che ci siano subito obiettivi tosti». L’infortunato Keita - come Perotti e Vainqueur - non è partito per Milano. Peccato chiudere così. Per Szczesny e Digne potrebbe essere l’ultima. L’allenatore rossonero Brocchi invita i tifosi milanisti alla standing ovation per Totti. E Dzeko? Non tira aria buona per il bosniaco, neppure con l’assenza di Perotti: «Ci sono 3-4 giocatori pronti ad entrare con disponibilità e serietà. Lo hanno dimostrato quando hanno giocato. Sceglierò uno di questi, perché la squadra nasce in base a ciò che si è visto nel corso della stagione». Sembra un messaggio per il prossimo campionato. Se Dzeko vuole spazio, meglio cambiare aria. Discorso opposto per Nainggolan: «Il passo avanti sarà giocare automaticamente moduli diversi. L’elasticità dà grandi  vantaggi. Il 4-2-4, se c’è se Radja in campo, può diventare in fretta un 5-4-1. perché lui è svelto a fare anche il quinto difensore. Ci vuole la disponibilità a fare di più rispetto al proprio orticello». Il prossimo campionato è già iniziato.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – VALDISERRI

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