Rassegna Stampa

Il presidente della Federcalcio è una questione di leghe

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-06-2014 - Ore 09:00

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Il presidente della Federcalcio è una questione di leghe

Lunedì prossimo in via Allegri Giancarlo Abete si presenterà davanti ai suoi consiglieri per rimettere il mandato di presidente. Lo stesso faranno i consiglieri: la Federcalcio rimarrà senza governo. La transizione, ossia il periodo fino a quando il calcio non avrà una nuova struttura dirigenziale, con la data del prossimo 11 agosto che verrà ufficializzata proprio lunedì, sarà gestita dal vice presidente vicario Carlo Tavecchio, numero 1 dei Dilettanti anche se non è da escludere che possa essere lo stesso Abete a farlo. L’attuale presidente dimissionario vuole uscire subito dal suo incarico mantenendo però il posto nella Giunta del Coni e il ruolo di vice presidente dell’Uefa. Il calcio ha fretta di ritrovare il suo management per tornare alla normalità e ripartire con nuovi stimoli pensando in grande con senso di responsabilità, scegliendo il cittì giusto che dovrà essere un professionista di valore senza badare ai soldi da spendere per il contratto (niente populismo, per carità), a patto ne valga la pena. Un cittì senza carisma e senza esperienza internazionale non può fare al caso di una nazionale come l’Italia. Non è possibile fare esperimenti con gli azzurri.
Dicevamo dell’Assemblea che dovrà eleggere il nuovo presidente, Assemblea che vedrà 279 delegati in rappresentanza dell’intero movimento. I voti dei delegati hanno un peso diverso. Esiste difatti la ponderazione dei voti per ciascun delegato. Le Leghe professionistiche rappresentano il 34% con una ripartizione diversa (serie A, 3,09; serie B 1,17 e Lega Pro 1,27); la LND un altro 34% (1,95 il valore del voto per delegato); i giocatori (AIC) incidono per il 20%, gli allenatori (AIAC) per il 10% e gli arbitri (AIA) il 2%.
Si comincia lunedì con il Cf con l’indicazione dell’11 agosto per l’elezione.Le tre Leghe professionistiche, quella di A, di B e la lega Pro, ciascuna in un’Assemblea, dovranno decidere su chi votare. Queste tre associazioni saranno rappresentate nell’Assemblea dell’11 agosto dai presidenti dei club, i 20 della serie A, i 22 della B e i 60 della Lega Pro. Più complicato il passaggio per la Lega Nazionale Dilettanti per arrivare ai delegati. Devono essere convocate ben 21 assemblee essendoci 18 comitati, il calcio a cinque e i comitati autonomi di Trento e di Bolzano. Il 3 luglio partiranno le convocazioni, c’è un mese di tempo per effettuarle e scegliere i 90 delegati per l’Assemblea elettiva. È chiaro che l’elezione del nuovo padrone del calcio passa per i voti delle Leghe.
L’elezione del presidente avviene al primo scrutinio se il candidato riporta la maggioranza di tre quarti dei voti mentre al secondo scrutinio occorrono i due terzi dei voti e al terzo la maggioranza. Se in quest’ultima possibilità nessuno raggiunge il quorum, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno avuto più preferenze.

Fonte: il Messaggero (C. Santi)

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