Rassegna Stampa

Il Re Blatter ha una Fifa blu

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-06-2015 - Ore 08:47

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Il Re Blatter ha una Fifa blu

IL FATTO QUOTIDIANO - PISAPIA - Circondato, si è arreso. Inchiodato da una email, si è dimesso. In una conferenza stampa convocata in fretta e furia al termine di una giornata campale, il padre padrone del calcio mondiale Sepp Blatter annuncia le sue dimissioni da presidente della Fifa: “Il mio mandato non sembra avere il supporto di tutte le componenti del calcio – ha detto Blatter, dopo che solo venerdì scorso a larga maggioranza era stato eletto presidente per la quinta volta consecutiva –. Per questo ho indetto la convocazione di un Congresso straordinario della Fifa per l’elezione di un nuovo presidente, dove io non presenterò la mia candidatura”. CON IL 66° Congresso già previsto per il 13 maggio 2016 a Città del Messico – “troppo tardi”, dice Blatter – quello straordinario si terrà tra dicembre e febbraio, poiché per statuto devono passare almeno quattro mesi dalle precedenti elezioni. Allora, annuncia Blatter, si stabilirà anche una riduzione dei membri del Comitato esecutivo e un limite ai mandati presidenziali. Nessuna parola sull’indagine dell’Fbi. Ma dopo che nelle carte era emerso inizialmente il nome del nipote Philippe Blatter in merito allo scandalo Isl, società di marketing sportivo e diritti tv utilizzata per fare transitare fondi neri, e ieri in maniera clamorosa era detonato il nome di Jerome Valcke, il segretario generale della Fifa braccio destro di Blatter, il capo supremo si è trovato circondato e non ha più potuto fingere che tutto sia avvenuto a sua insaputa. Anche se è opinione comune che non sarebbero bastate indagini sui suoi fidati collaboratori per farlo dimettere, e le voci che circolano con insistenza nei corridoi di Zurigo sono che l’Fbi abbia in mano la pistola fumante che inchioderebbe lo stesso Blatter. E secondo la tv Abc sarebbe già indagato. La mannaia la cala il New York Times lunedì. Leggendo le 161 pagine degli atti di indagine dell’Fbi che mercoledì aveva portato all’arresto di 14 persone, tra cui 6 membri della Fifa, era stato possibile pubblicare fin da giovedì i nomi di pezzi grossi come Jeffrey Webb, Jack Warner e Chuck Blazer, indicati come co-con - spirator (cospiratori). Ma ne mancava uno, il più importante. Era indicato come high ranking official (funzionario di alto profilo) della Fifa, l’uomo che nel 2008 aveva materialmente autorizzato il pagamento della tangente da 10 milioni da un conto della Fifa a Jack Warner (ex presidente della Federazione centro e nord americana Concacaf arrestato mercoledì), per ringraziarlo di avere fatto votare il Sudafrica come ospite dei Mondiali del 2010. Per giorni tutti si sono chiesti chi fosse quell’alto funzionario, l’unico omissis mancante, ecco che da fonti della procura newyorchese il New York Times ap - prende che il nome è Jerome Valcke, il numero due di Blatter, che a questo punto non poteva non sapere. Valcke entra nella Fifa nel 2003 come direttore marketing e nel 2007, quando Blatter vince il suo quarto mandato, è promosso a segretario generale. Supera indenne lo scandalo del 2004 quando conclude un accordo di sponsorizzazione con Visa, mentre la Fifa è sotto contratto con MasterCard, e del 2011 quando in un’email inviata a Warner scrive che “il Mondiale di Qatar 2022 è stato comprato”.

POI È ANCORA LUI a spiegare al mondo lo scorso anno che il report del super procuratore Michael Garcia, che per due anni ha condotto un’inchiesta interna, non sarà reso pubblico. E ieri si scopre che è stato sempre lui a far transitare dai conti della Fifa a Warner i 10 milioni del programma di sviluppo Diaspora Legacy Programme, in realtà uno schermo, aveva raccontato all’Fbi il pentito Chuck Blazer che parte di quei soldi li riceve dallo stesso Warner, per fare arrivare la tangente sudafricana. Il fatto però è che il Sudafrica non ha i soldi, così chiede a Valcke di pagare lui Warner attraverso i fondi per la diaspora, e in cambio sconterà questi soldi dai futuri contributi sviluppo della Fifa che gli sono dovuti. È qui che ieri la Fifa confeziona la sua ultima, clamorosa, gaffe con un comunicato ufficiale – l’unico sulla vicenda prima della conferenza stampa – in cui incolpa del trasferimento dei soldi l’ex direttore finanze Julio Grondona, casualmente morto lo scorso anno. Basta un’ora però, ed ecco che Associated Press pubblica l’email (qui a fianco, ndr) in cui la Federcalcio sudafricana Safa chiede proprio a Valcke di trasferire i 10 milioni. L’email definitiva, che fa crollare in un solo istante vent’anni di potere assoluto. In poche ore tutto precipita, e l’ultimo dittatore del calcio è costretto ad abdicare.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO - PISAPIA

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