Rassegna Stampa

Il rigore divide i tifosi: “No ai favoritismi, vinciamo lealmente”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2015 - Ore 08:53

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Il rigore divide i tifosi: “No ai favoritismi, vinciamo lealmente”

Tra chi ha un senso della giustizia più forte dei risultati della Roma e chi proprio non ci sta a sentirsi etichettare come “ladro”,il giorno dopo la gara con l’Empoli in città non si parla d’altro che di quel rigorevittoria concesso dall’arbitro Di Bello. O meglio, si critica il momento di scarsa brillantezza del gioco giallorosso, e ci si divide su come vivere la vittoria sui toscani grazie a un penalty che si può definire generoso. «Noi non siamo come la Juve, vogliamo vincere correttamente, senza i favori di nessuno» una delle voci del partito dei puristi, a cui si contrappongono quanti ritengono che tutto sommato la Roma non abbia rubato nulla e che nel calcio italiano gli episodi scandalosi siano altri. «Ma di cosa ci dovremmo vergognare? Non basterebbero sessant’anni di favore per pareggiare tutto quello che abbiamo subito» la tesi, contro la quale c’è chi addirittura arrischia: «De Rossi avrebbe dovuto sbagliare il tiro, non voglio vincere così».

Tra tante polemiche e il malumore della tifoseria, è complicato, per Garcia, studiare la formazione da schierare domenica sera contro la Fiorentina. Dopo la vittoria in extremis contro l’Empoli, Totti e compagni affronteranno al Franchi la formazione di Montella, prima di ritrovarsi di fronte nuovamente l’Empoli, questa volta a ranghi completi e in campionato. Garcia deve quindi sperare che i suoi ritrovino la retta via del gioco e dei risultati affrontando due avversarie complicate. Sarà confermato Iturbe, uno dei giocatori che sembrano in crescita. La strada di Destro sembra invece sempre più lontana dalla Roma. Il rapporto tra il centravanti e la tifoseria appare piuttosto logoro, per una convivenza complicata, acuita dagli atteggiamenti del ragazzo. Ieri Sabatini ha nuovamente incontrato l’agente di Destro, e una separazione in questa seconda parte del mercato di riparazione non può esser esclusa.

Fonte: LA REPUBBLICA - F. FERRAZZA

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