Rassegna Stampa

Il romanista che si ispira a Nesta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-02-2014 - Ore 07:43

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Il romanista che si ispira a Nesta

Avere come modello Nesta non è un delitto, ma se giochi nella Roma da quando hai 10 anni è un po’ strano che il primo nome della lista sia un laziale. Romagnoli, pur indossando la maglia portata dai vari Samuel, Aldair e Zago negli stessi anni, è da Nesta che trae ispirazione: «Per me è il difensore più forte in assoluto», ha confessato a Sky, scatenando l’ironia dei tifosi biancocelesti sui forum.
Alessio spera di diventare forte come lui: «Il mio obiettivo è diventare un professionista ad alti livelli. Se già lo sono? Non ad alti livelli». Professionista, anzi il più giovane professionista di Trigoria, lo era già dall’età di 16 anni (il minimo per firmare un contratto). Bruno Conti era andato a scovarlo nel San Giacomo e l’aveva portato in giallorosso nel 2005-06.
Prima che Zeman lo portasse a Riscone, la Roma gli aveva fatto siglare un nuovo triennale, per non lasciarselo scappare. A gennaio stava per andare allo Spezia in prestito, ma un infortunio l’ha bloccato per 20 giorni e, quando è guarito lui, si è fermato Dodò. Il destino ha voluto che restasse. Garcia ha avuto bisogno di Alessio contro Samp e Bologna ed è pronto a schierarlo dal primo minuto anche contro l’Inter.
A giugno Romagnoli ha due obiettivi: il diploma in ragioneria («vado ancora a scuola con buoni risultati», soprattutto in matematica) e naturalmente lo scudetto. «Se vinciamo festeggio coi compagni. Se arriviamo secondi? Lo stesso». Il sorriso è il suo stile di vita ed è quello che ti aspetti da chi ha convinto Garcia a puntare su di lui (e non su Jedvaj, «retrocesso» ieri in Primavera). Sono tornati a correre Totti, Balzaretti e Dodò: il capitano punta alla panchina con l’Inter, l’azzurro dovrà aspettare ancora un po’ e il brasiliano può rientrare con il Napoli. Pjanic e Torosidis si sono allenati con il gruppo, Maicon e Florenzi restano out. Benatia continua la polemica a distanza con il ct del Marocco: «Se mi avesse chiamato, avrebbe saputo che avevo già comprato il biglietto per Marrakech. Non voglio più essere lo zimbello del calcio africano».

Fonte: Il Tempo – E.Menghi

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